mercoledì 27 febbraio 2008

CUORE

Ma cos’è quando ti batte così forte il cuore? E cos’è questa strana sensazione che ti prende allo stomaco? Facciamo un po’ di ordine e cerchiamo di capire bene cosa succede: il cuore batte come une forsennato, la bocca dello stomaco è chiusa, probabilmente questo battere forte disturba lo stomaco… ho il sospetto che ci sia un collegamento: il collegamento cuore/stomaco, come la linea di una corriera che porta a spasso il sentimenti. Cuore – Stomaco, un’unica fermata, linea diretta, tre corse giornaliere, o forse solo un paio nella vita…Sospetto… Veramente da quando ho iniziato ad avere i primi batticuore ho sempre avuto anche una corresponsione nello stomaco: a volte si chiude, a volte si apre, ma sempre e sempre li ho trovati in sintonia. Si, va bene, ma cos’è? Cos’è… bisogna dare necessariamente una risposta? Forse si dal momento che ce lo domandiamo. O forse no.
Resta il fatto che ti senti qui, proprio qui, anche qui: in gola, un nodo, un nodo che non va né su né giù e tra l’altro le ragioni per cui ci si sente così sono molteplici e di diversa natura.
Perché il cuore può battere forte per un’emozione bella, quando si innamora o semplicemente quando vive dei momenti di estrema felicità e poi, come per magia (magia?) inizia a palpitare per un improvviso dispiacere; certo sarà un battere differente, ma il collegamento cuore/stomaco rimane. Brutta cosa quando il vento cambia e quello che ti provocava emozioni belle, che ti faceva andare in visibilio, poi non c’è più e lascia il posto al dolore. Il dolore. Questo sentimento di sofferenza, anche lui fa battere forte il cuore ed ogni volta sembra non esserci dolore più grande di quello che si sta provando in quel momento. Ed il nodo, allora, diventa anche più grande, impedendo di respirare, soffocando i pensieri, le idee, tutto e lasciando aperta una strada solo alle lacrime che verranno giù incontrollabili, incontrollate. E allora ecco lo sfogo e per un po’ tutto si placa.
Ma cos’è quando ti batte così forte il cuore? E perché continua a battere e a scalpitare come un motore che va su di giri; extrasistole… si, extrasistole dei sentimenti! Ma và! …
Ma cos’è questo battere forte del mio cuore? E’ per la felicità di averti incontrato o per il timore di perderti e di non poterti avere sempre con me?
A volte non sai come comportarti, come affrontare i giri di questa “corriera” , ti senti addosso l’agitazione e ti domandi perché. Provi a guardarti dentro, ma non è sempre tutto così semplice come quando lo si racconta. … e batte, batte, batte… e continua a battere… …

domenica 24 febbraio 2008

PRIMAVERA... PROFUMO di FIORI...



Domenica mattina. Mi sono svegliata di buon ora (non prestissimo per un giorno feriale, ma presto trattandosi di domenica). Sono rimasta a poltrire sotto le coperte per molto tempo, gustandomi quella sensazione di “coccole” che solo la domenica mattina sa regalarmi. La luce che filtra dalla tenda, il silenzio, qualche rumore che viene dall’appartamento accanto, sto bene. Mi giro e mi rigiro nel letto fino a quando non mi sento completamente riposata e pronta per alzarmi. Metto su il caffè ed aspetto. Nel frattempo inserisco nel lettore CD i Depeche Mode, energia pura, li adoro! Bevo il caffè e vado in doccia cantando a squarciagola “Enjoy the Silence”. Che voce pazzesca che ha David Gahan, mi fa impazzire. Mi vendono i brividi, la adoro, la adoro, semplicemente la adoro. Vorrei un uomo con la voce come la sua. Come la sua e come quella di Barry White. A seconda dei casi. Barry White per le telefonate romantiche e David per le questioni un po’ più “hot”…
Immagino che mi squilla il telefono e dietro la cornetta la voce profonda di Barry White mi dice “Hello baby, haw are you? “ e poi mentre vado ad aprire la porta trovo David che mi parla con quella voce da brivido come quando pronuncia “tranquillity” in “waiting for the night”…
Eh lo so: è primavera. Si risveglia la natura e si risveglia tutto il resto… mica solo a me!!!
Cantando mi accorgo che è vero: “all I ever needed, all I ever wanted is here in my arms”, tutto quello che voglio e di cui ho bisogno, adesso, è qui tra le mie braccia: il mio cuore. Che batte. Che è tornato a battere e che vuol battere ancora!!! Non ci pensa proprio a fermarsi, lui, anzi è pronto.
Perfetto.
Mentre mi gusto il secondo caffè mi accorgo di quanta luce e di quanto sole sia entrato in questa mia piccola casetta! E’ pazzesco. Sto ridendo da sola. E’ incredibile quanto possa far bene all’umore una giornata primaverile. Eh si perché mi sa che la primavera finalmente sta arrivando, così decido di rimanere un po’ fuori, in giardino, giusto un po’ prima di uscire e il cuore continua a battere. E’ contento, oggi. Si sente leggero e felice… Fantastici effetti di un raggio di sole che è tornato a risplendere nella mia vita!!!
Certe volte le parole sono davvero superlue….

sabato 23 febbraio 2008

TEMPORALE

Voglio postare questa canzone, lo so è lunghissima, ma è altrettanto bellissima (secondo me) e quindi la voglio conservare nel mio blog. La sento mia in certi passi... se non addirittura in tutti.
Del resto le canzoni sono così, suscitano emozioni al primo ascolto, rievocano ricordi, ci donano allegria con il loro ritmo, o malinconia a seconda dei casi.
Eccola qui... :

Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede
La mente non può sapere quello che il cuore sa
L'orecchio non può sentire quello che il cuore sente
Le mani non sanno dare quello che il cuore da
Il lupo perde il pelo io perdo le occasioni
Ma non so perdere il vizio delle emozioni
La vita è più interessante delle definizioni
E tutto quello che arriva da qualche parte va
Gerusalemme è divisa sotto ad un solo cielo
E la mia mente è divisa dentro ad un corpo solo
Un meridiano per forza incrocia un parallelo
Determinando la sorte di molta umanità
E tutto quello che sappiamo non è vero
Non si può scegliere un sogno non si può scegliere
Quando ti arriva ti arriva non c'è niente da fare
Le previsioni del tempo si posson prevedere
Ma un temporale che arriva non lo puoi fermare
... Quando non so dove sono io mi sento a casa
Quando non so con chi sono mi sento in compagnia
Quando c'è troppa virtù il cuore mi si intasa
La cura è spesso nascosta dentro alla malattia
Quando tu hai fame nessuno può mangiare per te
Quando io ho sete nessuno può bere al posto mio
Anche gli automi hanno un cuore di alluminio puro
Pronto per farci passare l'amore del futuro
Abramo lascia la casa senza sapere niente
Si mette in strada lasciando quel che sapeva già
E il trapezista si gioca tutto continuamente
Per pochi soldi ed per un brivido di libertà
L'autista di scuolabus ha in mano la nazione
Più di un ministro di un Papa o di un'autorità
E c'è una terra di mezzo tra il torto e la ragione
La maggior parte del mondo la puoi trovare là
Lavori in corso ci dispiace per l'inconveniente
Hanno scoperto una casa dell'antichità
Due scheletri abbracciati qualche osso poco o niente
Ma il loro bacio va avanti per l'eternità
... Non servono grandi ali per spiccare il volo
La vita è molto più vasta di una definizione
E stanno tutti aspettando che succeda qualcosa
Che tolga il velo di polvere dalla realtà
E stanno tutti aspettando che arrivi la sposa
Coi fiori in mano e una promessa di felicità
... La foto sulla parete mi segue con lo sguardo
Nessun allarme per ora nessuna sorpresa
... E l'invincibile non è quello che vince sempre
Ma quello che anche se perde non è vinto mai
L'intelligenza è nel corpo il sapere nel cuore
Se pensi sempre ad un muro un muro troverai
Mi son trovato memorie che non sono mie
Ho un solo nome ma almeno cento identità
E' naturale preferire le belle bugie
Alla durezza di ghiaccio di certe verità
Viviamo comodi dentro alle nostre virgolette
Ma il mondo è molto più grande più grande di così
Se uno ha imparato a contare fino a sette
Vuol mica dire che l'otto non possa esserci
Senti l'elettricità senti l'elettricità ...
C'è un temporale in arrivo
C'è un temporale in arrivo senti l'elettricità
C'è un temporale in arrivo sulla mia città
Porta novità porta novità
PORTA NOVITA'

Grande Jovanotti!!!

giovedì 21 febbraio 2008

TRADITORI e TRADITI

Non riusciva a credere ai suoi occhi.
Era li, davanti a lei. Mora. Avvenente. Giovane. Disinibita. Il contrario di com’era lei. O meglio di come si sentiva lei in quel momento. La donna che aveva davanti era più bella di lei e se più bella non era, era sicuramente più interessante di lei agli occhi di lui. Si offriva a lui completamente, con malizia e senza pudore, ma con la voglia che hanno le giovani donne di essere apprezzate solo ed esclusivamente per una cosa. E lui se la prendeva, completamente compiaciuto, attratto dalla sua pelle liscia, morbida e ambrata.
Non riusciva a credere ai suoi occhi.
I capelli che cadevano morbidi sulle spalle, forse di un castano scuro, il suo seno prosperoso sembrava volesse esplodere sotto una canottiera troppo stretta e troppo trasparente. Ed ancora lui, con un sorriso beffardo, abbronzato e sicuro nel suo maglioncino scuro e attillato che lasciava immaginare un pettorale scolpito.
Non riusciva a credere ai suoi occhi.
Li vedeva li, su quel divano che sarebbe diventato presto la loro alcova, vedeva solo il volto di lui, ora un po’ più serio, forse assorto in chissà quali pensieri mentre la maliarda lo “stuzzicava” con quel pizzico di mistero che si portava dietro.
Non riusciva a vederle il volto, ma sapeva che piano piano lo stava coinvolgendo. Era bionda, mora, rossa, alta, bassa? Un gioco al buio, sapeva che a lui il buio piaceva.
I suoi occhi non stavano mentendo: adesso le era tutto chiaro.
I suoi ritardi nel rientrare a casa, i sempre più incalzanti impegni di lavoro, il doppio telefonino, le pause e le assenze sempre più frequenti nei suoi confronti, che lei aveva interpretato in tutti i modi tranne che nel modo giusto: il suo uomo era un perfetto traditore.
Non poteva crederci. Non poteva credere di assistere al suo tradimento.
Erano li, di fronte a lei, ai suoi occhi sbigottiti, al suo sguardo attonito. Non avrebbe mai immaginato che lui fosse capace di una cosa simile. Ma doveva, forse, aspettarselo.
Dopo un primo momento in cui si sentì gelare il sangue pensò ad una strategia per rovinargli quel bel “festino” che aveva organizzato, ma poi, improvvisamente, si rese subito conto che non valeva la pena umiliarsi a tal punto, per quale soddisfazione, poi? Per dirgli “ti ho beccato?”. No. Non ne valeva proprio la pena e mentre rifletteva sul da farsi si rese conto di provare pena per quell’uomo che aveva un solo ed unico bisogno: stare da solo e fare i suoi porci comodi. E fu così che lo lasciò solo a sfogare i bisogni del suo “amico più intimo”…

Scoprire un tradimento non è affare da poco. Come ci si può sentire?
Umiliati, delusi, vulnerabili, smarriti. Sicuramente si riceve e si sviluppa una buona dose di mancanza di autostima e improvvisamente il traditore apparirà come un perfetto sconosciuto, tradendo aspettative e fiducia.

Se si è vittime di un tradimento cosa si pensa subito? “il problema sono io”?
Oppure “il problema è l’altro, il traditore?”
… … …

Un Incontro

Era un mercoledì come tanti. Si era alzata di buon ora. Soliti gesti abitudinari, come ogni mattina: colazione, doccia, trucco e via, di corsa verso l’ufficio. Sembrava una giornata uguale a tante altre. Pensava alle pratiche da sbrigare durante la giornata mentre, come tutte le mattine, era in coda insieme ad altre automobili imbottigliata nel solito traffico che congestionava le arterie principali della sua città. Un mercoledì come tanti. La radio sintonizzata sulla sua stazione preferita, trasmetteva il suo programma preferito con lo speacker che le teneva compagnia tutte le mattine a quell’ora: fortuna che c’era lui ad allietare quel viaggio che, se non ci fosse stato il traffico, sarebbe durato solo 15 minuti ed invece a quell’ora del mattino poteva variare da quaranta minuti fino ad oltrepassare l’ora. Solita giornata infrasettimanale come tante. Almeno così pensava. Del resto cosa potrebbe accadere in un qualunque mercoledì di un qualsiasi mese dell’anno in una qualunque città del mondo? Niente. Questo pensava, quando ad un certo punto… sentì un rumore assordante. Spaventata pensò subito ad un incidente, ma si rese subito conto che non era così, almeno non un incidente che vedeva coinvolta lei con la sua automobile. Allora cos’era stato quel frastuono? Cercando di carpire qualcosa con lo sguardo, mantenendo comunque ferma l’attenzione alla guida, sbirciò dallo specchietto retrovisore e: niente. Un’occhiata rapida agli specchietti laterali e: niente. Più incuriosita che preoccupata, a questo punto, e distogliendo l’attenzione dalla guida si voltò alla sua destra e notò un uomo su uno scooter che la guardava da dietro la visiera del casco. Aveva gli occhi che sorridevano, come se fossero divertiti dal sussulto che lei ebbe nell’udire quello strano rumore che ancora non aveva capito da cosa fosse stato provocato. Un rapido scambio di sguardi e continuò il suo percorso. Arrivata al semaforo il tipo con lo scooter era ancora di fianco a lei, ma non la stava più guardando, però ecco di nuovo quel rumore. Un po’ meno assordante tant’è che riuscì a capire che si trattava di un semplice “toc-toc” ovvero stavano bussando sul tetto della sua auto. Era il ragazzo sullo scooter. Quegli occhi la guardavano sorridenti. Erano due begli occhi azzurri, la guardavano esprimendo divertimento e gioia nello stesso momento. Le fa cenno di accostare. Lei, perplessa, continua il suo tragitto senza dargli corda, ma il ragazzo sullo scooter insiste così decide di assecondare la richiesta, seppur con molto timore; del resto non si sa mai a cosa si può andare incontro al giorno d’oggi, ma, in fondo siamo in mezzo a tanta gente, cosa potrà mai accadere? Se mi assale qualcuno correrà e si fermerà in mio aiuto…
Accosta la macchina, lui scende dal suo motorino si toglie il casco e lei nota quegli occhi, di un azzurro intenso e poi quel volto…bello… sembra un viso conosciuto. Si guardano, lei scruta i lineamenti di lui. È giovane, avrà 25 anni, è un ragazzino, cosa vuole da me? Chi è? Si avvicina e… e non può non riconoscerlo! Quel giovane ragazzo è suo nipote! Un nipote che aveva perso di vista perché i casi della vita, a volte, portano ad allontanarci, nostro malgrado. Il figlio di suo fratello, l’ha riconosciuta tra mille automobili in fila in una qualsiasi via di una qualsiasi città. Ha riconosciuto lei, sua zia, invecchiata di 15 anni, ma come avrà fatto? E’ stato un attimo abbracciarsi e riscoprire tutto l’affetto che li lega da sempre. Lo sapeva all’estero con suo padre… già, suo padre, quel fratello di cui non ha più voluto saperne. Quel fratello che dopo averle preso a calci il cuore e l’anima se ne andò facendo perdere le tracce di se, portando via suo figlio e l’amore di lei, sorella, rimasta sola senza più niente. Ha rinunciato ad andare in ufficio quella mattina per dedicare quanto più tempo possibile a suo nipote, si è ritrovata la sera a preparare la cena per quel ragazzino che non le sembrava vero avere lì con lei. Hanno avuto tanto da raccontarsi. Nessun rancore. Nessuna accusa sul perché sei sparita o perché non mi hai mai cercato, solo la felicità di essersi ritrovati in quell’anonimo mercoledì di novembre e con la voglia e la sicurezza che da adesso in poi non si sarebbero mai più persi di vista!

lunedì 18 febbraio 2008

CASA MIA

Eccomi di nuovo a casa. A casa mia. Dopo una settimana di assenza rientro nella mia casetta piccola. Avevo un po’ di ansia a tornare qui. Non so per quale strano o assurdo motivo. Ma mi sentivo così. Forse avevo un po’ di paura di affrontare la solitudine e soprattutto il silenzio. Proprio quella solitudine e quel silenzio che ho sempre adorato in questo posto. Ma è bastato un istante. Sono entrata e tutto e passato nel giro di un nanosecondo.
Ho sistemato le cose che avevo da sistemare, ho buttato un po’ di roba che mi faceva accumulare solo polvere e nient’altro, ho trovato una mensolina crollata in bagno, il vetro della sveglia rotto, ma un profumo nuovo che mi ha accolto appena ho aperto la porta di casa.
Ho acceso tutte le luci, la radio e c’era ancora il mio programma notturno preferito in onda: b-side… meglio di così! E così sulle note soft di b-side ho acceso il pc e mi son detta: parliamone!
È stata una settimana difficile. Sono crollata, non so se per il down influenzale, la sindrome pre mestruale o semplicemente perché inevitabilmente, daje e daje, uno crolla. Fatto sta che ho passato giornate intere a dormire o a leggere, raffreddata come un cane col cimurro, e senza la forza di alzare un dito. Nessuna voglia di uscire, se non sabato per andare in radio e pure li non è che abbia dato il massimo, sono rientrata a casa più stanca di Ercole al ritorno dalle sue proverbiali “fatiche”. E stamattina che mi sono concessa il lusso di una visita medica. Praticamente tutta la mattina in giro per una visita della durata di mezz’ora. Ma si sa che Roma è anche questo. Anzi è soprattutto questo: traffico tentacolare (come per Palermo in Jonny Stecchino).
Ora però sono qui. L’influenza non so se è passata, gli ormoni sono tornati al loro posto e il down sta tornando sull’ “up”… mi sto risvegliando. O meglio: mi sono risvegliata.
Rientrando a casa, lungo il viale che dalla macchina porta qui, non mi sono guardata intorno come di solito faccio. Solitamente rientrando guardavo il cielo e lo trovavo bellissimo sia se era pieno di stelle e sia se c’erano le nuvole. Io adoro questo posto! Stavolta non c’ho proprio fatto caso. Camminando a testa bassa sono arrivata davanti al mio portone. Non riuscivo ad infilare la chiave nella toppa. “sarà un segno?” mi sono domandata… timore di dover tornare o l’emozione di tornare? Adesso posso affermare che sono contenta. Intanto b-side è finito ed ho spento la radio. Ritorno al silenzio della mia casetta. Solo il solito fastidiosissimo ticchettio dell’orologio in cucina e il tic tac dei tasti di questa tastiera.
Ho aperto il frigo perché mi è venuta voglia di un bicchiere di latte e … diavolo latte scaduto il 13… oggi è 18… proverò a farlo bollire, se non fa la ricottina (bleah) si può ancora bere.
…lo sto bevendo. Era ancora buono. Mi viene il sospetto che stasera la vita mi sorrida.
O forse sono solo io che sto sorridendo a lei. Bene bene bene. Ho voglia di scherzare e di giocare. Ed anche di tornare in ufficio anche se domani è martedì e iniziare la settimana di martedì per me è una quasi tragedia perché io odio il martedì. È sempre stata la giornata più faticosa della settimana. Da sempre.
Chiudo qui. Se non mi sentirete nei prossimi giorni sarà perché il latte avariato che ho bevuto ha fatto il suo maledetto effetto! Spero che qualcuno mi verrà a cercare!!!
‘notte!

LA VITA NON è CIO' CHE CI ACCADE....

“la vita non è ciò che ci accade, ma quello che facciamo con ciò che ci accade”
E con questa splendida riflessione, rubata dal libro di Fabio Volo, eccomi qui con le mie riflessioni personali.
Cosa mi è accaduto?
Qualcosa di bello. Si bello. Perché per il tempo che è durata la mia esperienza, mi ha donato delle bellissime emozioni. Emozioni che sono rimaste qui, ancora vive nella memoria ed è per questo che non riesco a dimenticarle.
Leggere quel libro mi ha aperto una ferita i cui punti erano davvero ancora poco stabili. Una cicatrice che stenta a cicatrizzare. Caspita! Quel Volo pare abbia “carpito” tutte le sensazioni che ho vissuto con “lui” al tempo che fu. Mi ha davvero fatto vedere il film della mia storia. Ma non è questo il punto.
Cosa mi è accaduto…
Vorrei pensare a cosa mi è accaduto e cosa ne ho fatto io.
Mi è accaduto di avere avuto per un tot tempo un bellissimo pensiero felice che mi ha regalato serenità, spensieratezza e giorni pieni di sole e diciamo anche qualche anno in meno. Mi sono sentita una ragazzina viva. Viva perché ero riuscita a provare nuovamente dei sentimenti d’amore. Viva perché mi sono sentita “libera”, libera di provare quello che volevo, di sentirmi come volevo sentirmi, di esprimermi come volevo esprimermi. Quante volte l’ho detto anche a lui, ed è così, ed è per questo che quel libro mi ha “sconvolta”.
Cosa mi è accaduto…
Devo focalizzare i pensieri su questo concetto. Soprattutto su “cosa ho fatto con quello che mi è accaduto”…
Credo di aver fatto molto fin quando è stato bello. L’energia che mi ha dato vivere un certo periodo della mia vita è stata un’energia positiva. Sono cresciuta, mi sono sentita una persona migliore e senz’altro più completa. Serena. E questa serenità si è riflettuta in molti settori della mia vita. Ho prodotto qualcosa e questo è stato un buon utilizzo della magnifica esperienza che stavo vivendo.
Poi però, quando inevitabilmente le cose sono andate male, alla fine non sono stata capace di continuare a godere dei benefici ricevuti. Li ho buttati nel cassonetto delle immondizie. Gli ho dato un calcio spedendoli lontani da me, lontani dal mio raggio, dal mio orizzonte ed ora sto faticando per ritrovarli.
Cosa facciamo con ciò che ci accade?
Sbagliando facciamo sempre quello che è peggio fare. Facciamo tesoro delle cose belle per poi dimenticarcene appena cadiamo “in disgrazia”. E con le esperienze negative cosa ci facciamo? Io personalmente ho permesso loro di “abbattermi”… e certo non è il massimo per la vita di ciascuno di noi. Invece di trarre forza ho fatto si che la forza “negativa” degli eventi vissuti successivamente si impossessasse di me cancellando tutta l’energia acquistata lo scorso anno e ridandomi tutti gli anni di “ringiovamenimento”, anzi restituendomeli con gli interessi.
Quindi, riflettendo e sentendo vera la frase che non importa ciò che accade ma quello che facciamo con ciò che ci accade devo focalizzare due punti importanti: il primo è che quanto di bello è accaduto nella mia vita fa parte del bagaglio che mi porto dietro e non è giusto accantonarlo al primo segnale di sconfitta o evento negativo. Il secondo è che fanno parte di questo bagaglio anche le sconfitte e i dolori. Nel momento in cui si presenta un evento negativo non devo dargli la possibilità di distruggere quanto di buono ho creato finora.
Nella vita si possono incontrare molte opportunità, difficoltà, cose belle ed esperienze di ogni genere. Questa è la vita. Questo significa vivere. Questo è il senso della vita: saper affrontare ogni cosa nel modo giusto, anche se mi rendo conto che non è sempre semplice.
Sono convinta di aver creato molte cose buone e che dentro di me ce ne siano altrettante, se non di più, dunque quel che devo fare con tutti gli accadimenti della mia vita non è permettere loro di sopraffarmi, ma viverli, affrontarli e custodirli come tesori, perché sono parte di me, perché li ho vissuti e vivendoli mi hanno formata, hanno contribuito a costruire un altro pezzettino di me e questo è importante. anzi no, è fondamentale. Sono io. E di certo “io” non voglio andare a finire in un cassonetto dei rifiuti. Affronterò gli alti e i bassi che la vita vorrà ancora donarmi perché tutto è un dono, anche i guai e le sciagure, purtroppo. Sono doni in quanto pezzi di vita anche loro! Le gioie le vivrò appieno stando però attenta a non farmi abbagliare dalla luce di stelle troppo luminose per esser vere e i dolori saranno lo spirito che mi aiuterà a misurare la mia forza.

domenica 17 febbraio 2008

DOMENICA ECOLOGICA


Eccola qua, la seconda domenica ecologica della Capitale. Siccome ci teniamo che l’aria che respiriamo sia “pulita” oggi tutti a piedi dalle 9 alle 17. Siamo cittadini educati e dotati di uno spiccato senso civico quindi oggi TUTTI A PIEDI.
Fantastico!

Praticamente mezza Roma agli Arresti Domiciliari.

“In occasione della domenica di blocco, Atac potenzia i mezzi pubblici e in particolare i collegamenti con lo Stadio Olimpico, dove è stato organizzato anche un parcheggio gratuito per le biciclette, vigilato dalle squadre dell'Ufficio comunale per il Decoro Urbano”

Ovvio, quando si tratta di Stadio Olimpio e partite di calcio tutto viene semplificato, non mi sorprenderei se inventassero una zona “azzurra” all’interno della fascia verde, che comprende lo Stadio, insomma, lì polveri sottili o no si può circolare se si disputa una partita di serie A.
Che partita si disputa all’Olimpico oggi? Nemmeno lo so e non lo voglio sapere, quello che mi fa sorridere è il parcheggio gratuito per le biciclette. Si, perché direi che girare in bici per Roma non è proprio cosa semplice, a meno che non sei un’erede di Gimondi. Intendo dire che, con le distanze che abbiamo, fare una salutare gita in bicicletta significa rimanere nei dintorni di dove abiti.
Per esempio io, che vivo a Prima Porta, non esattamente al centro della città, per arrivare a Piazzale Flaminio, ad esempio, devo percorrere almeno una quindicina di Km pedalando… solo il pensiero mi fa venire il fiatone… e per quanto concerne i mezzi pubblici… beh stenderei un velo pietoso. Altro che potenziamento delle linee…
Certo che la soluzione c’è: arrivare in automobile fino alla linea di confine della fascia verde per poi proseguire in autobus o, se sei più temerario, con la bicicletta che avrai caricato sul porta bagagli della tua automobile (come faceva il nostro papà quando eravamo bambini)… ma poi, questa fascia verde non si capisce mai bene che confini abbia… meglio stare a casa con questo bel sole!!! Fortuna che ho il giardino, ma peccato che fa un freddo assurdo anche oggi…

“chi va al Bioparco in bicicletta o col mezzo pubblico, paga il biglietto la metà. Chi usa i mezzi pubblici deve esibire alle casse del Bioparco (piazzale del Giardino Zoologico, largo V. Gassman) il biglietto timbrato in data 17 febbraio, mentre i ciclisti hanno a disposizione un parcheggio custodito gratuito” …

ancora con questa storia del parcheggio custodito gratuito per le biciclette!!!

Quasi quasi un giretto allo zoo lo faccio, prendo i miei roller blade e mi vado a schiantare direttamente nella gabbia dei leoni, o forse è meglio in quella degli orsi polari, dato il clima.
Ricordo che quando vivevo a Bologna la bici era il mio unico mezzo di trasporto. La usavo per andare in ufficio, per fare la spesa, per uscire il pomeriggio. Ma Bologna è di gran lunga più piccola di Roma, forse è quanto l’Eur, l’infernetto e Casal Palocco messe insieme, si può fare. Si può girare in bici, si può andare a piedi, si possono prendere gli autobus perché arrivano puntuali, ad orario, e non come qui che farci stare buoni in queste domeniche ecologiche ci allettano con sconti e parcheggi gratuiti e custoditi… custoditi? Gratuiti? Vedi che tra qualche tempo inventeranno anche il park a pagamento per bici e motorini, tanto… se si va avanti così, un taglio da una parte ed un’aggiunta di tasse dall’altra… e la pentola rimane sempre piena allo stesso punto.

Mi stupisco di come si possa stabilire a tavolino la data di un blocco totale con mesi di anticipo.
Ne comprendo il senso, ci mancherebbe, e da brava cittadina me ne resto a casa fino alle 17, ma con tutta la pioggia che fatto in quest’ultimo periodo, con la tramontana che sta soffiando da ieri come una dannata e con tutto il vento dei giorni passati, mi domando se non avrebbero potuto “liberarci” almeno una volta da quest’incubo di una domenica in casa.
Bene, la prossima domenica ecologica sarà il 2 marzo. Mi organizzerò per dormire a casa di qualche amica che vive in centro per potermi godere la città a piedi, come dicono “loro”… e intanto aspettiamo il 2010 per il completamento della linea “C” della metropolitana… poi sarà proprio TUTTO PIU’ SEMPLICE

(La bici della foto è simile alla mia bicicletta bolognese... ah!!!!)


venerdì 15 febbraio 2008

...UNA STORIA...

Isabella poggiò il libro sulle gambe e senza rendersene conto iniziò a fissare un punto davanti a se. Rimase così, immobile almeno una decina di minuti e poi cominciò a riflettere, scossa da una frase che aveva appena letto, che riguardava la visione della vita di un malato in fase terminale, dell’importanza che dava ad ogni singolo attimo, sapendo che sarebbe arrivata presto la fine. Dell’importanza delle emozioni che durano giusto un breve attimo e a volte si pensa che tutto possa essere per sempre e forse con la visione del “per sempre” ci si dimentica dell’attimo che stiamo vivendo, della sua particolarità, della sua importanza.
Era davvero scossa, Isabella, perché in quel concetto rivedeva tutta se stessa e la sua incapacità di vivere appieno la sua vita. Era un periodo in cui si stava lasciando andare e di conseguenza stava lasciando andare tutto quello che le ruotava intorno. “Captare le piccole emozioni”, da quanto tempo non le accadeva? E soprattutto da quanto tempo non ne aveva, lei, di piccole emozioni?
Cosa stava facendo? Come stava conducendo “il carretto della sua vita”? che aspettative aveva? Aspettative? Ma ne aveva ancora? Si era rinchiusa nel suo guscio da parecchi mesi, ormai, abbandonandosi ad un torpore che era diventato il suo stato d’animo abituale, impossessandosi completamente di lei ed ora si sentiva annientata. Nessuno stimolo che riuscisse ad interessarla, anzi, nelle ultime settimane si era chiusa in casa con la scusa di un’influenza che però, nel frattempo, era passata e non usciva da ormai quindici giorni. Usciva solo per le sigarette. Aveva fatto scorta di cioccolata, insalata e frutta. Stava bene così. Anche il cellulare lo teneva spesso spento e a nulla servivano le incitazioni che arrivavano dagli amici. Niente. Non c’era niente che riuscisse a scuoterla. E lei, senza rendersene conto, stava buttando via i suoi giorni quando qualcun altro, in qualche altro posto del mondo, stava lottando per averne almeno un in più, di giorno.
Rifletteva su questo. Ma non riusciva ancora a sentirsi in colpa. In colpa nei confronti di se stessa. Provava forse compassione. Quando si è depressi si prova compassione, ci si auto commisera. E forse già il fatto che se ne rendesse conto era un piccolo passo verso la luce, verso la fine di quel buio nel quale si era cacciata. Buio e silenzio. Un silenzio che aveva cercato, ma che stava diventando pesante.
Cercava di dimenticare, di non pensare, ma ormai era avvolta in un silenzio irreale.
Si era illusa di essere riuscita a dimenticare, ma forse quella storia con Filippo, finita male, ancora non l’aveva digerita. Ed ecco la reazione. Quel dolore soffocato e non lasciato sfogare ha covato dentro di lei, ha lavorato come un tarlo, dentro, ed ora le stava dando dei segnali.
“Ma cosa devo fare adesso?” Si domandò Isabella. Il suo orologio era come se si fosse fermato. Il tempo era come se non scorresse. Nel frattempo non cambiava nulla e lei viveva sospesa, come in attesa: aspettando di iniziare a vivere senza rendersi conto che la vita stava andando avanti, che lei lo volesse o no. La vita era anche quello. La vita è fatta anche di attimi di sconforto e periodi difficili, non è sempre gioie e soddisfazioni e può capitare di cadere. Ma bisogna avere la forza di rialzarsi. Un po’ come quando da bambini si facevano quelle cadute pazzesche con la bicicletta. Ci si rialzava con le ginocchia sbucciate, un po’ di paura, ma dopo poco si risaliva nuovamente in sella. Cos’è cambiato da quando era bambina? Isabella pensava proprio questo. Ripensò all’entusiasmo che aveva quella bambina timida, alla curiosità, quelle stesse cose che adesso le stavano mancando: coraggio e curiosità. Non le interessava più niente di sapere cosa sarebbe accaduto nella sua vita; non le interessava soddisfare la sua curiosità di sapere, di crescere “dentro” come persona “tanto che ci faccio di una me così saggia?” e poi “a chi la dono la mia esperienza?” ed ancora “dicono sia una grande persona, ma che me ne faccio, nessuno è qui con me”…
Isabella stava davvero male. Sapeva a cosa stava andando incontro essendole già successo anni addietro… sapeva e non voleva rivivere gli stessi incubi di quegli anni. Questo le era chiaro così come le era chiaro che la strada che aveva iniziato a percorrere l’avrebbe inevitabilmente portata verso quel buio. Lo sapeva. E sapeva anche cosa fare. “ecco cosa me ne faccio di una me più saggia, almeno adesso so come affrontare la situazione”. Non voleva davvero ricadere in un pozzo nero, questo le era chiaro, ed il fatto di essersene resa conto era già un buon segno.
Ecco a cosa serve “vivere anche le esperienze negative”… perché se ricapitano si sa come affrontarle.
Ha chiuso il suo libro, chiamato il medico, gli ha illustrato i suoi problemi, ha chiesto aiuto, soprattutto a se stessa. Forse non lo sappiamo, ma abbiamo un grande potenziale dentro di noi. Bisogna solo avere il coraggio di saperlo riconoscere. Isabella ha provato. Ed è certa che non si lascerà più sopraffare dagli eventi. Cercherà di vivere ogni attimo, di cogliere ogni emozione dandogli il giusto valore. Ci saranno altri momenti difficili, di questo ne è certa perché non ci si può sottrarre al susseguirsi degli eventi, ma sa anche che su tutto regna qualcosa di importante, il cui valore è inestimabile: la vita! E questo bene prezioso che ha, lei lo difenderà a denti stretti, vivendo attimo per attimo, assaporando ogni piccola emozione, ogni sensazione che vivrà, bella o brutta che sia, andando avanti, perché niente è per sempre!!!

giovedì 14 febbraio 2008

POESIA

TI CERCO

Ti cerco ma non ti trovo,
all'ora ti immagino accanto a me...
Ti cerco nei libri che leggo,
ti cerco nelle canzoni che ascolto,
ti cerco tra le auto in corsa...

Vorrei averti vicina per poter sfiorare
con le mie mani i tuoi capelli,
il tuo dolce viso e stringerti a me
per non lasciarti più....

Ma tu chissà quando verrai.

(Alberto Spoldi)

SAN VALENTINO

video

Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle,
non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.
~ Kahlil Gibran ~


L'amore e' come la pioggerella d'autunno:
cade piano ma fa straripare i fiumi.
~ Proverbio africano ~

Che il vostro cuore sia sempre colmo d'amore.
Una vita senza amore è come un giardino senza sole
e coi fiori appassiti. La coscienza di amare ed essere amati regalano tale calore e ricchezza alla vita che nient'altro può portare.
~ Oscar Wilde ~

Amore è desiderio divenuto saggezza;
l'amore non vuole possedere nulla, vuole solo amare.
~ Hermann Hesse ~

Amare non significa guardarsi negli occhi,
ma guardare insieme verso la stessa meta.
~ Antoine de Saint-Exupery ~

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
~ Pedro Salinas ~

mercoledì 13 febbraio 2008

CURIOSITA' BIZZARRE PER S. VALENTINO





“ Ferrara:Love&Science potrebbe essere il sottotitolo dell’iniziativa dedicata ai giovani e organizzata al Museo di Storia Naturale per il 14 febbraio, con inizio alle 16:15 e alle 18:15 in via De Pisis, 24.A San Valentino mettiti al collo il suo Dna è il laboratorio scientifico che farà sperimentare direttamente ai ragazzi le biotecnologie attuali, che permettono di estrarre il proprio Dna da una goccia di saliva, per raccoglierlo e conservarlo in un cuoricino di vetro e argento da mettere al collo.L’iniziativa è promossa per coinvolgere, al di fuori dell’ambito scolastico, i giovani in una esperienza esclusiva, interessante sotto il profilo culturale e resa più abbordabile dal contesto estemporaneo, della quale manterranno a ricordo il ciondolo che contiene qualcosa di straordinario: il progetto biologico che li rende unici.I materiali utilizzati sono stati studiati per la sperimentazione con i ragazzi, e si compongono di reagenti privi di sostanze tossiche o nocive.Condurranno le attività, le biologhe dell’Associazione Didò Gaia Ardizzoni, Elena Cason e Silvia Basso.La quota d’adesione è di Euro 8,00 a persona e comprende l’ingresso gratuito al Museo, l’attività di laboratorio e il ciondolo in omaggio. “


Riporto questo curioso articolo in previsione dell’imminente festa degli innamorati.Donare il proprio DNA per S. Valentino. Contenuto in un cuore ...Tutte le informazioni di se donate con amore alla persona amata.

Un’idea romantica, senz’altro.E se poi finisce la storia? Che ce ne facciamo di quel cuoricino contenente l’essenza del nostro ex…Io lo vorrei, insieme alla fede nuziale però… non prima.

E poi ancora tante altre idee bizzarre.

A New York il marchio NYC ha firmato un condom, lanciato in onore della città e distribuito gratuitamente in molti distretti. Idea e trovata interessante soprattutto in appoggio alla campagna di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.


In Olanda si pensa anche ai singles, che, se non hanno una Valentina con cui festeggiare, potranno riposare su deliziose lenzuola che riproducono una figura femminile a grandezza naturale. Così anche i cuori solitari potranno abbracciare qualcuno mentre dormono....


L'Adidas ha addirittura creato alcuni modelli di scarpe con scritto "ti amo" in tutte le lingue... altra idea per un regalo romantico e pratico.

Personalmente io mi accontenterei di una buona scatola di cioccolatini. ENORME però!!! (lindt - lindor... per chi fosse interessato... non necessariamente innamorato!)
:)


martedì 12 febbraio 2008

... CARA... TI E' PIACIUTO? ...


Cara, ti è piaciuto?
Eccola qua, la fatidica domanda è arrivata. Lui e lei distesi sul letto, dovrebbero essere due anime unite in una sola che volteggia nella stanza, lì dove il riposo, la pace, la serenità dovrebbe regnare sovrana, in quel momento, proprio in quel momento lui se ne esce con questa domanda assurda “ti è piaciuto?”Ma che domanda è? Ma perché non ti accendi una sigaretta e ti gusti questo momento piuttosto che lanciarti in sondaggi che potrebbero rivelare qualcosa che non ti piace? Oppure perché non mi fai quattro coccole dolci dolci?Insomma, diciamolo pure chiaramente: questa domanda non ci piace per niente e soprattutto a volte nasconde la menzogna più grande nella storia delle mura di una camera da letto.Questo non vuol dire che a noi “donnine” non piaccia mai fare l’amore con il nostro compagno – sarebbe la distruzione totale – però… però può capitare che…che la risposta sia un “si” non sincero, ma siccome siamo “creature sensibili” sappiamo che non è bene essere sincere in certe situazioni. Questi uomini hanno bisogno di conferme continuamente. Guai a dirgli “no” perché svilirebbe la loro virilità… e poi è possibile che non se ne accorgano?Già, la loro virilità. Ma a noi chi ci pensa? Magari abbiamo dovuto “vivere” un rocambolesco amplesso caratterizzato da posizioni strane, assurde, e mettiti così, e girati colà… un circo equestre… e alla fine ti domanda anche “ti è piaciuto?”… “ma non lo vedi caro il mio Boy Orfei che sono paonazza, ho i crampi dappertutto e ci ho messo un quarto d’ora per rimettere tutti i miei arti al giusto posto? Ragazze, DICIAMOLO, a volte i nostri boys si perdono davvero in un bicchiere d’acqua.Uomini che fanno l’amore senza baciare facendoci sentire veri e propri oggetti; uomini che soffiano nelle orecchie come a volerci far sentire “dal vivo la vera potenza di un uragano” distruggendoci un timpano; uomini che vogliono sperimentare tutte le improponibili posizioni del Kamasutra (DICIAMOCELO chiaramente: sfido chiunque a dire “ci sono riuscito”)… uomini che non ti danno neanche il tempo di realizzare cosa sta per accadere e sono già in boxer e calzino ( ?!? ), insomma non è carino che si spoglino prima di subito e non è carino nemmeno il calzino… e poi hanno la “delicatezza” di chiedere “TI E’ PIACIUTO?”
Ripeto, ma che domanda è?
Adesso, a prescindere che mi sia piaciuto o meno, certe cose non vanno chieste. Non vanno chieste e basta. Soprattutto quando sei uno di quelli che va subito al sodo, che manca in dolcezza, che non hai ancora capito che a noi piace “dolce”, che vorremmo essere baciate sempre, che dopo vorremmo una bella dose di coccole… che… che insomma è inutile!Fare l’amore è bellissimo. L’unione tra due persone che si amano credo sia la cosa che doni in assoluto maggiore intensità alla vita di coppia. E fa bene alla salute: sembrerebbe che, da studi effettuati, una regolare attività sessuale ci possa proteggere da alcune malattie ed addirittura possa allungare la vita. E sicuramente ne trae giovamento anche la sfera emotiva.Ma se è vero che una sana e regolare attività sessuale allunga la vita è altrettanto vero che se non ci piace non vedi l’ora che arrivi presto la fine… … … … e non solo della prestazione!!!! …

Immagine: "La siesta" - P. Bonnard

BENVENUTO A: Angela m. - Erikah fly - Spirit

lunedì 11 febbraio 2008

SENZA TITOLO

Ecco qui. Un'altra settimana è iniziata ed è già finito anche lunedì. Da sabato mi porto dietro un bel raffreddore, speravo già di star meglio oggi e invece no così ho saltato la palestra e speriamo che almeno mercoledì sarà passato tutto. Intanto continua 'sto freddo glaciale, sarà l'influenza, ma non ne posso più, mi fa innervosire, sento un freddo bestia. Era meglio quando vivevo a Bologna, faceva più freddo li, ma era un freddo doverso, bastava coprirsi di più e via... qui a Roma invece è peggio, sarà il vento? Sarà che ho qualche anno in più? Ma no, non diciamo caz...volate, fa freddo. Punto. E io mi sono davvero stancata. VOGLIO IL CALDO TROPICALE!!! Voglio sudare. Voglio non riuscire a dormire la notte per il caldo che fa. Voglio tornare a casa e tuffarmi in piascina. Voglio andare in giro in canottiera. Voglio ripararmi al fresco sotto un albero a Villa Borghese. Voglio andare in giro con il naso scottato dal sole. Insomma... mi sono spiegata?

venerdì 8 febbraio 2008

DIFFERENZA DI ETA'


Ha destato una grande polemica, in questi giorni, l’argomento che riguarda le storie d’amore con una ampia differenza di età tra i partner. Complice, o forse è meglio dire artefice, la trama del film di Muccino.
Può funzionare un rapporto quando la differenza di età è “importante”? Quando si parla di 10, 15 o addirittura 20 anni di differenza tra l’uomo e la donna?! Quali sono le aspettative di ciascun partner? Cosa spinge l’uno verso l’altro?
Premesso che credo crei minori problemi una relazione dove l’uomo è più grande (rispetto al contrario, ovvero la quarantenne con il trentenne o addirittura con un venticinquenne – vedi la coppia Golino/Scamarcio), mi trovo a riflettere proprio su questa questione.
Sono puri e semplici punti di vista, personalissimi ed assolutamente opinabili eppure quando si incontra per strada una coppia di questo tipo ci si domanda sempre “ma come fa quella ragazza/o a stare con quel “vecchio/a”…
Cos’è che spinge una ragazza giovane a scegliere come compagno un uomo più maturo ed assolutamente diverso dai suoi coetanei? E cosa spinge un uomo a preferire una ragazza più giovane di lui di almeno 10 anni?
Il solito vecchio luogo comune ha visto da sempre una coppia dove il marito è più grande della moglie, ma solo qualche anno (da zero a cinque), quindi poi è strano vedere qualcosa che esce fuori dai canoni.
La donna ha cercato, da sempre, nel compagno, stabilità, sicurezza, senso di protezione. Tutte cose che a volte nel coetaneo non riesce a trovare. Sarà perché le ragazze maturano prima dei loro coetanei “maschietti”, si sentono molto più attratte dall’uomo maturo nel quale rifugiano le loro ambizioni ed aspettative.
Non voglio stare qui a parlare di uomo ricco, facoltoso, affermato, professionista e via dicendo.
Vorrei solo parlare di storie d’amore semplici, tra persone “normali” alle quali è capitato di innamorarsi….
L’uomo, invece, cosa trova di interessante in una ragazza che potrebbe essere la figlia?
L’uomo, in quanto maschio maschio, è un “essere” particolare. Con la donna più giovane può vedere appagato il proprio bisogno di autorità sentendosi parte portante della coppia (e con questo non voglio dire che avrà un ruolo da dittatore). Si sente po’ come una “guida”, perché si sa che l’uomo ha bisogno di sentirsi “utile”. Tutto questo forse accade per una incapacità di relazionarsi “alla pari” con una coetanea con tutti i problemi che comporterebbe. Ricordate la classica crisi di mezza età? Cercare una donna più giovane e sbarazzina per ritrovare un po’ della perduta freschezza…(soprattutto quella della moglie).
Adesso, inoltre, è arrivato il turno di noi donne. Ovvero accade che donne mature cercano compagni molto più giovani di loro.
Come mai? Sono cambiati i bisogni? Cosa trova una quarantenne in un trentenne? Che scambio ci può essere?
Le donne, oggi, hanno raggiunto una certa emancipazione, hanno imparato a badare a se stesse e non hanno bisogno di uomini come una volta. Alcune donne non hanno più la necessità della classica figura del compagno che provvedeva alla famiglia. Non cercano più sicurezza e stabilità, perché ce l’hanno già, se le sono conquistate da sole. Ed in più bisogna considerare che un quarantenne libero sulla piazza è difficile da trovare. Soprattutto libero nella testa, che non abbia tirato su mille muri corazzati per difendersi (da cosa? La vita va vissuta!!!) e che abbia voglia di lasciarsi andare davvero e completamente. Un ragazzo più giovane ha ancora voglia di mettersi in gioco.
Ed un ragazzo di trenta anni cosa trova di interessante in una donna di 40 o 45 anni? Vede in lei la figura della mamma? Non lo so. Penso che sicuramente provano ammirazione per una donna in gamba, emancipata, intelligente. Ammirazione che a volte sfocia in uno stato di adorazione innaturale, a mio avviso. Che ne sarà di quella coppia quando lui avrà 40 anni e lei 55? Lui ancora giovane, fascinoso ed energico e lei ormai è sulla via della sfioritura della propria bellezza, più stanca e con maggior voglia di tranquillità. Lui andrà a cercare la compagnia di qualche gentil donzella?
Insomma, una relazione tra due persone tra le quali passa una generazione di mezzo è difficile.
Si tratta proprio di generazioni diverse, di un modo di guardare alla vita completamente diverso, di stili di vita differenti. Il più piccolo subirà il fascino del più grande per il quale crescerà un po’ più in fretta correndo il rischio di bruciare le tappe ed il più grande come si sentirà quando un giorno di sentirà rinfacciare “ho rinunciato agli anni più belli della mia vita per stare dietro a te”? perché è inevitabile, quello che ha già vissuto il più grande l’altro deve ancora viverlo…
È l’esperienza che ci forgia, che forma la nostra personalità, il vissuto di ognuno diventa un bagaglio, ci sarà la necessità di relazionarsi su questioni ed argomenti che forse, e dico forse, solo da un coetaneo potrebbero essere compresi appieno.
Concludendo questa lunga serie di riflessioni mi viene da pensare, però, che se c’è l’amore tutto il resto passa in secondo piano. Quando c’è l’amore si trova sempre anche il modo di risolvere mille e mille questioni e poi, se ci siamo innamorati di un uomo più giovane o di una donna più matura vuol dire che aveva delle doti, delle qualità che in altri non abbiamo trovato. Tutto il resto è solo vita che va vissuta!!!




BASTA SAPERSI ACCONTENTARE

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giovedì 7 febbraio 2008

CIO' CHE TU SEI

Ciò che tu sei
Mi distrae da ciò che dici.
Lanci parole veloci
inghirlandate di risa,
e m’inviti ad andare
dove mi vorranno condurre.
Non ti do retta, non le seguo:
sto guardando le labbra dove sono nate.
Guardi improvvisa, lontano.
Fissi lo sguardo lì, su qualcosa,
non so che, e scatta subito
a carpirla la tua anima
affilata, di saetta.
Io non guardo dove guardi:
sto vedendo te che guardi.
Oggi lo vuoi, lo desideri;

domani lo scorderai
per un desiderio nuovo.
No.
Ti attendo più oltre dei limiti, dei termini.
In ciò che non deve mutare
rimango fermo ad amarti,
nel puro atto del tuo desiderio.
E non desidero più altro
che vedere te che ami.

(Pedro Salinas)

martedì 5 febbraio 2008

A PROPOSITO DI LOTTERIE...


A proposito di LOTTERIE, vincite e crisi economiche ascoltavo ieri una notizia alla Radio (che riporto sommariamente) secondo la quale in America una coppia si stava lamentando della situazione economica della propria famiglia, delle spese da affrontare relative agli studi della figlia, la casa da ristrutturare ed i soldi che non bastavano. Li ha sentiti un signore GENEROSO il quale li ha avvicinati offrendo loro un assegno sul quale scrivere una somma a loro piacimento che fosse stata utile per risolvere i loro problemi. Interdetta e scettica la coppia ha accettato l’assegno, consegnato loro solo a patto che la somma venisse utilizzata esclusivamente per la casa e gli studi della figlia. La coppia, molto scettica, ha preso l’assegno, ha scritto un importo di 100 mila dollari ed il giorno seguente si sono recati in banca per “riscuotere la sicura BUFALA”, ma con immenso stupore hanno scoperto che era tutto vero!!! Quel benefattore era un benefattore vero!!!
Mah ....

Insomma, noi che ci proviamo con le Lotterie, i Gratta e Vinci, il Super Enalotto e quant’altro… dovremmo parlare di più, non si sa mai che Paperon de’ Paperoni si sia in vacanza qui in Italia (anche se Paperone è l’icona dell’avarizia…)

Io personalmente a certi colpi di fortuna ci credo poco. Mi accontenterei che il mio stipendio subisse anche lui gli effetti dell’euro, ovvero che si RADDOPPIASSE !!!
Cosa ne pensate?


BENVENUTO a: Romoletto 883 :)

lunedì 4 febbraio 2008

L'ULTIMA PAGINA

Un foglio di carta accartocciato e gettato nel cestino.
Ecco cosa sono io oggi. Non è rimasto più niente. Solo l’ultimo foglio di un taccuino sul quale lui ha scritto la nostra storia modificando pian piano il racconto e gettando via i fogli con le correzioni. Mano mano che scriveva e correggeva, il taccuino si alleggeriva sempre di più e l’ultimo foglio eccolo qui, è stato eliminato oggi.
Così mi sento io. Questo sono io. Un inutile pezzo di carta, l’ultimo, con su scritto il finale. O forse è meglio dire la fine. L’ultima pagina del racconto che, ovviamente, non ha avuto un lieto fine e nemmeno un grande sviluppo altrimenti sarebbero rimaste tutte le pagine insieme a formare, forse, un libro di successo.
Sono l’ultimo foglio del suo blocco note sul quale ha dato libero sfogo alla fantasia. Ha narrato di un amore smisurato, di sentimenti forti, di progetti grandi ed importanti. Ed ancora di paure, di impossibilità e di attese. Ha narrato di dolori del cuore e dell’anima ed anche di gioie immense.
Pagine e pagine riempite dei suoi sentimenti e del suo “stato di adorazione” … e poi altre pagine riempite con le sue paure e le sue angosce.
Ha narrato. Ha semplicemente narrato, senza vivere. Non ha scritto niente che abbia vissuto in prima persona e veramente. Ha descritto un amore senza viverlo.
No, lui non lo ha vissuto con me. Ha amato me, ma non mi ha vissuta. Mi ha amata senza amarmi. E se ne è andato senza lasciarmi. Perché non si lascia una persona se non ci stai insieme. E non stavamo certo insieme, lui ed io.
Sulla carta, sul suo blocco note forse si. Ma nella realtà non c’è mai stato, non mi è mai stato accanto nei momenti importanti di quest’anno vissuto con l’idea di lui accanto. Alla fine anche io ho avuto un’idea e con la follia che contraddistingue gli amanti ho dato corda al suo progetto di scrittore, gli ho fornito risme di fogli su cui poter scrivere… un amore fatto di tante parole, di sms, di messaggi via mail, di annunci dappertutto… tutto per iscritto e documentato, tranne trovar scritto su qualche registro importante i nostri nomi, uno accanto all’altro… questo no.
Sono una foglio di carta scarabocchiato, accartocciato e riposto in un cestino getta carte.
Ho dolori dappertutto, segni delle pieghe di questo accartocciamento. Ogni tanto lui ci prova. Tira fuori dal cestino questo foglio e continua a scriverci qualcosa, lo stende per poterci lavorare meglio e in quel momento il mio dolore se ne va. Ma è una guarigione momentanea, poi riaccartoccia il foglio e lo getta nuovamente… ed ecco ancora il dolore!
Vorrei, io, inutile foglio accartocciato, che arrivasse in fretta lo spazzino, così mi porta via da questo cestino e la facciamo finita con questo gioco del piccolo scrittore. Io da sola non ce la faccio a saltare fuori, rischierei di rimanere immobile sul pavimento e di farmi distrattamente calpestare da lui…. E sarebbe davvero la fine…

BENVENUTO

Benvenuto a: Simona e Tony
Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana. Oddio, continua a piovere, ahimè, ma come ha detto una persona stamattina (senz'altro più ottimista di me) è in arrivo la primavera, solo un paio di mesi e...
Questo post è per ringraziarVi tutti. (eccomi qua, mielosa e ruffiana... ma no!)
Dico seriamente, Vi ringrazio e dò il benvenuto ai nuovi amici, a chi mi ha lasciato un messaggio sotto minaccia (ovvero i miei amici di sempre che non potevano ignorare questa mia nuova "uscita") e a chi lo ha fatto spontaneamente, segno (spero) di una sperata buona riuscita di questa mia idea.

X Massi: rompere anche qui? siiiiiii !!!! Accomodati pure, ne avremo di cose su cui parlare e da commentare

X Fabio: grazie x tutti questi bei complimenti che non guastano mai... continua a seguirci

X Emanuele: avere il mio link sul tuo blog è una lusinga

X TUTTI: BENVENUTI!!!

P.S. chi mi conosce sa che quando si tratta di esternare direttamente a qualcuno quello che provo mi "impappino"... quindi, poche parole, ma buone!

Baciiiiiiii

domenica 3 febbraio 2008

BUONA DOMENICA


Buongiorno a Tutti!
Ho dormito fino alla mezza oggi. Ci voleva un po' di riposo e poi... altra giornata uggiosa, non se ne può più. Non aiuta lo spirito questo clima... ma quant'è bella ROMA anche sotto la pioggia....

sabato 2 febbraio 2008

SABATO IN RADIO


Mi succede sempre, ogni volta che devo fare qualcosa di importante il giorno dopo, la sera prima mi prende l’agitazione. Come ieri sera. Vagavo navigando in internet alla ricerca di non so cosa per non pensare all’appuntamento di oggi in radio. Un po’ come la prima volta che mi hanno chiamata. Avevo un entusiasmo davvero grande, ma allo stesso tempo avevo anche una grande agitazione. Ieri sera mi sono sentita un po’ così. Non sono un “animale da palcoscenico” io, anche se il palcoscenico non c’è, ma le orecchie degli ascoltatori si ed io, anche se il mio sogno sarebbe (sarebbe) questo, sono comunque una persona timida e riservata. Quante considerazioni, quante riflessioni, alla fine sono riuscita a rilassarmi davanti alla TV. Sarà che in palestra la mia insegnante (milanese) mi ha ammazzata, sono crollata relativamente presto e stamattina ero pronta per affrontare il mostro: il microfono!!! Puntata sui baci. Visto che San Valentino è alle porte, quale argomento migliore? Superato il pathos iniziale mi sono sentita come la Pettinelli… ok sto esagerando, ma è per far capire che il microfono oggi l’ho sentito amico. Amico come il grande Emanuele con il quale c’è stata una diversa sintonia. Che bello! Che potente mezzo è la radio! Interagisci con un mondo che non vedi, ma del quale ne senti la presenza. Ti giudica e ti loda nello stesso tempo. E tu, da dietro quel microfono, parli, ridi, scherzi, tremi anche, per l’emozione, e tutto questo è vita. Cuore che batte, respiri che a volte si riescono a sentire oltre l’etere… mentre sei “on air”… fantastico. E’ iniziata bene la mia giornata. Mille altre cose da dire, ma il tempo è limitato e a volte è vero che le troppe parole non riusciranno mai nell’intento di comunicare quello che hai dentro!
Una Hoja En Blanco
Un foglio bianco, a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire. Qualcosa che venga da dentro...
Un foglio bianco per comuinicare con me...
Un foglio bianco per me, perchè ho sempre qualcosa da raccontare e da urlare...
Un foglio in bianco che vorrei rimanesse bianco il minor tempo possibile...