lunedì 30 giugno 2008

NUOVA SETTIMANA

Ed eccoci qui, è di nuovo lunedì. Si fa un po' di fatica a ricominciare, ora che è estate. Reduci da un bel week end di relax, chi al mare, chi in collina, altri chissà dove, alzarsi il lunedì mattina, con il caldo che già alle sette incalza, affrontare di nuovo i problemi in ufficio e talvolta i colleghi a volte può risultare FATICOSO.

Ecco allora una serie di consigli semi-seri (anzi per niente seri) :) per affrontare questi giorni di lavoro estivo, per strapparvi un sorriso e mantenere sempre alta la propria AUTOSTIMA
:)



MIGLIORA IL TUO ITALIANO IN UFFICIO


FRASE SBAGLIATA: Ho fatto una cazzata.
ESPRESSIONE GIUSTA: Ho messo l'accento sulle contraddizioni implicite del processo
decisionale.


FRASE SBAGLIATA: Non posso perché vado a prendermi un caffè alla macchinetta.
ESPRESSIONE GIUSTA: Non posso perché ho una colazione di lavoro.



FRASE SBAGLIATA: Non posso perché vado in bagno che ho lo “squaraus”.
ESPRESSIONE GIUSTA: Non posso perché devo gestire una priorità organica.


FRASE SBAGLIATA: Nel mio ufficio sono l'ultima ruota del carro.
ESPRESSIONE GIUSTA: Nel mio ufficio sono una delle quattro forze motrici della struttura.


FRASE SBAGLIATA: Mi hanno dato dell'asino.
ESPRESSIONE GIUSTA: È stata riconosciuta la mia forza trainante.


FRASE SBAGLIATA: Ho perso la giornata a chiacchierare con i colleghi.
ESPRESSIONE GIUSTA: Ho investito parte del mio tempo a fare “team building”.


FRASE SBAGLIATA: Ho perso la giornata a fare solitari con il PC.
ESPRESSIONE GIUSTA: Ho investito parte del mio tempo a prendere confidenza con la tecnologia informatica.


FRASE SBAGLIATA: Nella riorganizzazione me l'hanno messo in “culo”.
ESPRESSIONE GIUSTA: Nella riorganizzazione è stata esaltata la mia professionalità a 90°.




sabato 28 giugno 2008

MI SENTO UN PO' CALIMERO

L’odore del bagnoschiuma alla vaniglia, che viene dal bagno, si mescola con quello dell’incenso al patchouli in salotto. Di sottofondo la musica de “les negresses vertes” a manetta. Quanto mi piace il tardo pomeriggio a casa!!! Questa musica, poi, un po’ arabeggiante, mi mette addosso il buonumore ed in più mi ricorda un lontano week end in un agriturismo in Umbria ed un bellissimo viaggio in Normandia qualche anno fa. Wow, che bello che è stato. Davvero uno dei viaggi più belli che ho fatto.


Mi preparo per uscire, ballicchiando tra un colpo di phon ed uno di spazzola (tra i capelli). Fa troppo caldo, con il phon acceso poi raggiungo l’apoteosi della calura, ma devo farlo per due motivi: uno serio ed uno da “Zignorina”. Il primo è che è meglio asciugare i capelli considerato che ancora ho il collo malridotto; il secondo è che le “Zignorine” son solite allisciarsi per bene prima di uscire, anche se non si tratta di un incontro galante.
… incontro galante… e mi viene in mente lui. E adesso che vuole? Vabbè, ci sto pensando, un micro secondo, ma ci penso. Solo un istante piccolo, piccolo e poi lo cancello dalla memoria per tutta la serata. Sarà che ho intravisto un messaggio, nel posto dove ci scrivevamo sempre, e per un attimo ho avuto il sospetto che fosse suo, ma so bene che non è così, ma del resto non ha importanza. Non ha più importanza, ora.

Sono pronta per uscire. Tutta “in tiro” su 10 cm di tacchi mi dirigo verso la macchina e non trovo le chiavi. Torno indietro: il pavimento del giardino è tutto bagnato perché hanno innaffiato e così con il mio bel sandaletto faccio una sorta di gimcana per evitare di inzupparmi i piedi.
Cominciamo bene!!!
Passo a prendere “la luce dei miei occhi” con più di mezz’ora di ritardo.
Serata tranquilla, anche stasera abbiamo palato del solito discorso, ma è normale visto che era da tanto che non ci vedevamo e ne avevamo di cose da dirci.
Siamo andate in un nuovo locale: aperitivo e dance in terrazza… mah! Dicono che dalla terrazza si gode di un bellissimo panorama, ma a me non è sembrato.
Robe che non mi esaltano più come un tempo, il posto non era nulla di eccezionale, ma comunque non male. Ho incontrato un po’ di gente che mai avrei pensato di incontrare lì, ho bevuto poco e mangiato un po’ di più e fumato troppo, forse (sarà ora di smettere) e ballato pochissimo perché era proprio un’impresa farlo abbarbicata su quei 10 cm di sandalo.
Lo sguardo di una persona è caduto almeno tre volte, nel giro di una conversazione di cinque minuti, nella scollatura del mio top forse davvero troppo scollato e la cosa mi ha imbarazzata un po’ quindi da domani tenuta monacale, forse è il caso. La serata è trascorsa piacevolmente tra una chiacchiera e l’altra. Al ritorno a casa, all’uscita da una galleria sul GRA c’era la Luna (sempre lei): mezza luna gialla, sembrava finta ed ho pensato che davvero domattina mi sarebbe piaciuto essere svegliata da un sorriso…


E invece stamattina la sveglia me l’ha data il telefono: alle 11 più o meno. Ho capito a malapena che era la Pat, ma non abbiamo parlato. Ho provato a riaddormentarmi, ma poco più tardi il bip di un sms… non l’ho nemmeno letto: diavolo! Ma che ce l’hanno con il mio sonno stamattina? Altro che risveglio col sorriso. Qui oltre a non avere nessun sorriso ad attendermi quando riapro gli occhi… … … ... ... ...
... e poi ci ripenso: non sarà stato un sorriso materiale, ma sicuramente chi mi ha cercato a quest’ora dell’alba (si: ALBA) aveva un sorriso sulle labbra.
Magari non è il sorriso che avrei voluto, ma sicuramente il sorriso della mia amica, ora, vale molto di più.

Decido di alzarmi, faccio colazione con ananas e caffè poi non so come ho inavvertitamente inciampato sul mobiletto dove tengo la cantinetta con un po’ di bottiglie di vino e…
… e una è finita a terra.

GRRRRRRRRRRR !!!!

Immediatamente un fiume rosso scorreva sul pavimento della cucina, mescolandosi allo zucchero che è caduto anche lui (fortuna che la zuccheriera non si è rotta – bisogna sempre vedere il lato positivo delle cose, no?)… insomma tra raccogliere i vetri e il vino a terra, lavare il pavimento (ben tre volte) e tutto quello che si era imbrattato di vino si è fatta l’ora di pranzo. Sono tutta sudata e più stanca di questa notte quando sono andata a dormire.



Ho buttato una bottiglia di Cabernet Sauvignon… che buon odore che aveva!!!
:((
Un vero peccato. Direi che se avessi buttato a terra anche qualche spicchio di mela e di pesca e un po’ di spezie avrei avuto la sangria pronta da consumare – magari – in modo anomalo…ma quell’odore era inebriante.
Ridiamoci su, che è meglio.
Che altro mi aspetterà oggi?
Non lo voglio nemmeno sapere, mi infilo il costume e mi tuffo nel blu della piscina… e stasera sarò pronta e felice di abbracciare una persona speciale che è entrata a far parte nel nostro fantastico mondo di quarantenni!


giovedì 26 giugno 2008

POST DEMENZIALE (fortuna c'è il video che salva tutto)

Buona sera.
Eccomi qui. Che devo dire? Boh!

OTTIMO INIZIO

Vado a ruota libera, vediamo che esce fuori.
Giornata intensa oggi, come tutte le precedenti, del resto. In più mi sono svegliata con in atroce torcicollo che mi ha reso "tonta" più del solito. Mi son fatta fare un'iniezione tant'era forte il dolore (e Dio solo sa quanto EVITO volentieri certe torture)... e poi... fa un caldo pazzesco. Ma preferisco questo caldo al freddo inverno.
Mentre scrivo c'è il buon Silvio in TV che dice "i magistrati: metastasi della democrazia"...
Oh Cielo! Ma quante altre ne dobbiamo sentire?!?!?
Chiudo la parentesi, che non mi piace fare polemiche su argomenti seri.
Meglio il libero cazzeggio

Dunque: il video che è in questo post lo trovo molto tenero.
Me lo ha inviato via mail un'amica martedì scorso per strapparmi un sorriso (era un MARTEDI' in piena regola).

Sono a corto di idee e di pensieri, ma del resto è anche ora di cena.
In TV ora le gemelle Kesler (come diavolo si scrive?)... basta!
Vado a preparare qualcosa per cena

BUONA VISIONE


video

Ah! Per la cronaca: il torcicollo sta ancora lì.... SGRUNT

martedì 24 giugno 2008

LA BALLATA DEI RICORDI

Seduta sul bordo del letto, le braccia abbandonate lungo il corpo, la testa curva sul petto e lo sguardo perso nel vuoto, si sente svuotata. È notte fonda e non riesce a dormire. Non riesce neanche più a pensare e forse non si è neanche accorta che è notte. Piange e non se ne rende conto. In sottofondo la musica delle sue canzoni, quelle che aveva scritto pensando al suo amore, a quell’amore così forte e vero che continuava a bussare al suo cuore e a viaggiare nella sua testa a velocità supersonica. Senza avvisarla arrivava all’improvviso, poteva accadere in piena notte, come in quel momento, o durante una riunione di lavoro o, ancora, guardando il mare dalla finestra della sua camera da letto.
Se potesse avere ancora una possibilità di rivivere quell’amore, adesso che si sente una persona diversa, più saggia, adesso, con il “senno di poi” saprebbe capire.
E si ritrova così, un corpo inerme appoggiato al bordo di un letto. Una sagoma senza vita nel buio della notte. La sua musica continua ad andare e le sembrano strani quei versi, estranei, come se non li avesse scritti lei; come se non le appartenessero; come se non le fossero mai appartenuti; come se non li avesse mai vissuti. Si sente sola. Un brivido gelido le scuote il corpo e le torna in mente quando nel cuore della notte pensava a lui che era lontano, ma allora non si sentiva sola perché sapeva che dall’altra parte della Terra c’era qualcuno che era sveglio come lei e come lei stava pensando al loro amore. Lei che pensava a lui... che pensava a lei…sembrava essere una catena talmente forte che niente mai sarebbe riuscito a distruggere. E invece qualcosa è successo perché gli anelli della catena hanno ceduto liberando quell’amore così bello, o meglio, facendo volar via la metà che le apparteneva e senza la quale, ora, si sentiva incompleta, amputata.
I ricordi arrivano all’improvviso e prepotentemente si impossessano della mente e dei pensieri. Le bruciavano tutti quei ricordi, tutti quei pensieri, bruciavano nella testa e nel cuore, tanto che le sembrava di impazzire. Ed in quel bruciare bruciavano i suoi sogni, bruciava la sua vita, bruciava la parte più bella di sé. Tutto andava dissolvendosi e lei, lì seduta, lasciava che ciò accadesse, senza reagire e con fare apatico guardava quel falò subendo il logorante incedere dei rimorsi, dei rimpianti e della nostalgia. Ancora la sua musica di sottofondo, una ballata scritta in occasione del suo compleanno, il primo compleanno festeggiato insieme a lui, esprimeva la gioia di vivere e l’ottimismo nel guardare verso il futuro. Ad un tratto si “riprende”, come se si fosse svegliata all’improvviso: quelle note hanno provocato in lei una reazione positiva, si rende conto che si sta lasciando morire e che non è giusto. Sarà anche vero che si sente “a metà”, sarà anche vero che le sembra che la vita sia finita quel venerdì di tre mesi fa, ma è anche vero che piangersi addosso non risolve le cose e che nessuno mai andrà a porgerle una mano finchè sarà rinchiusa in quel guscio a bruciare insieme al suo dolore. Il dolore passerà e la ferità guarirà, basta solo saperla curare. Aveva tanti progetti per il futuro, progetti per se stessa, non importa se ci sarà qualcuno accanto a lei, ciò che conta è realizzarli per se stessa… la ballata sta suonando le ultime note, nella stanza ora c’è luce, un timido raggio di luce che vuol dire speranza, speranza che non si lascerà andare!!!

AnnaGi - 22/6/2007



lunedì 23 giugno 2008

PREMIO


Ho ricevuto un altro premio... FANATICA!!!

Ad assegnarmelo è stata la dolce Nella http://allen-nella.blogspot.com con la seguente motivazione: SEI INGAMBISSIMA!

Non so se meritare un tale apprezzamento, ma mi fa piacere se questo mio "piccolo foglio bianco" - imbrattato dai miei pensieri, fa arrivare anche una sola piccola emozione a chi lo legge.
Come sapete non amo i "meme" e dunque non proseguirò, anche perchè è difficile individuare solo alcuni cui assegnare il premio , tra i tanti amici bloggers conosciuti in questi mesi.
Quindi, Vi nomino tutti, virtualmente, ad ognuno di Voi va un pezzettino di questo premio, per la simpatia, per i Vostri post pieni di significato, a volte profondi altre volte più "leggeri e frivoli" da strapparti un sorriso anche quando non hai tanta voglia di ridere. Per le belle immagini che accompagnano le parole, per i commenti sempre pronti e puntuali, e sempre per la voglia di comunicare.
Non immaginavo che creando un blog sarei entrata in contatto con così tante persone e soprattutto non immaginavo di trovare delle così belle persone. Vi sento un po' tutti amici, alcuni un po' di più, altri un po' di meno, altri appena conosciuti... ma comunque sempre un bel gruppo.
A tutti Voi, frequentatori ed amici de "esta HOJA EN BLANCO" i miei più sinceri auguri di buon proseguimento, davvero di cuore!!!

Ed OGGI - 24 giugno, mi è stato attribuito lo stesso premio dalla cara STEFY http://stefy2000.blogspot.com/ Che dire? Commossa ringrazio!!!
:)

... mumble mumble

OGGI MI SENTO COSI'
STRALUNATA
ASSONNATA
ACCALDATA
RIMBAMBITA
INTONTITA

epure non è martedì...

... sarà il caldo ????

sabato 21 giugno 2008

TAO

Osserva il volo degli uccelli.
Apparentemente, non c’è nulla che li sostenga nell’aria, eppure volano.
C’è un potere che sostiene anche te, sebbene tu non riesca a vederlo.
Oggi, abbi la fede necessaria per provare le tue ali.

(Paramhansa Yogananda)



giovedì 19 giugno 2008

SILENZIO... TEMPO... E PACE!

Finalmente il silenzio!
Il mio silenzio. Quello in cui ritrovo la mia dimensione. Quello che non mi fa paura, che mi fa compagnia e mi fa sentire come un feto nel suo liquido amniotico. I rumori che sento di sottofondo sono lontani, vengono da fuori, non mi appartengono.
Fuori, stanotte, la luna. La solita luna che oggi è piena. Spicca nel cielo ed illumina tutto. È talmente bella che anche stavolta mi ha emozionato. Non posso non fermarmi a guardarla quando rientro a casa.
Ed è passata velocemente un’altra settimana, anzi siamo già a metà dell’altra settimana.
I giorni trascorrono e si rincorrono in una corsa estenuate e senza fine.
Davanti c’è ancora altro tempo. Un tempo che inesorabilmente passerà, giorni che continueranno a rincorrersi diventando mesi, poi anni e poi ancora altri anni ed anni ancora.
Ne son passati già quaranta, quasi quarantuno…
All’inizio questo mio tempo sembrava non avesse fretta. Lentamente muoveva i suoi primi passi, in sordina, standomi accanto e lasciandomi il tempo di crescere per poi iniziare a correre così forte da non permettermi più di stargli dietro.
A volte ho la sensazione che non mi abbia aspettato ed ora sono io a rincorrere lui, ansimando e talvolta sperando in un suo momento di stasi così da poter recuperare quel che ho perduto.
Ma, poi, mi accorgo che non si può più recuperare niente e che quel che è andato è andato via per sempre.
Volti, sensazioni, occasioni, profumi, umori e amori ed anche parte di ciò da cui siamo stati generati non c’è più e spesso mi domando se davvero, in un altro posto, chissà dove, c’è ancora altro tempo che scorre e trascorre in maniera, forse, diversa di come non accada quaggiù…
Amo questo silenzio che da voce ai miei pensieri.
Amo questo silenzio che per me è pace.
E’ l’atmosfera giusta che mi permette di concentrarmi e riuscire “bene” in questi momenti di “raccoglimento con me stessa”. E’ il giusto stato che serve per meditare. E’ la giusta situazione che mi permette di accorgermi ed accettare che il tempo sta passando.
Me ne accorgo dall’unica musica che accompagna il miei pensieri, l’unico “rumore” che riesco a tollerare: il solito ticchettio dell’orologio in cucina…

domenica 15 giugno 2008

MY WEEK END

(castel sant'angelo)

Stranamente ieri sera non abbiamo parlato del solito argomento, ovvero “gli uomini”.
Si sa che è l’argomento che più tiene banco in un salottino di donne, ma ieri sera non è uscito fuori, il che mi sembra una buona cosa.
Sarà perché il salottino era ridotto a sole due amiche o per il fatto che eravamo prese a gustarci la serata romana, non so. Me ne sono accorta rientrando a casa e parlandone con Bob… ma procediamo con ordine.
Ieri sera giro per Roma in scooter con la Cri. Finalmente dopo una settimana di clima freddo e piovoso, ci siamo riuscite. Fa ancora freddino la sera (insomma considerato che è giugno sembravamo due alpine vestite e pronte per la scalata del monte rosa… ), ma quanto meno ha smesso di piovere.



(ponte s. angelo)

L’avrò scritto forse cento volte quanto mi piace Roma, soprattutto la sera e soprattutto quando passeggio a piedi e l’aria ha quel profumo di estate e libertà che mescolandosi tra loro creano la giusta fragranza che coccola il buonumore.
La Cri aveva una bella luce negli occhi. Gliel’ho detto. Lei, per tutta risposta mi ha detto che si sente un cesso… a volte è strano il mondo: può capitare di sentirci tanto down dentro e però riusciamo comunque a trasmettere qualcosa di bello al di fuori. Questo è quello che secondo me è accaduto alla mia amica, che ovviamente non è un catorcio!
Sono uscita di casa con la macchina fotografica ed ho scattato qualche foto. Bello passeggiare per la tua città come se fossi un turista. Ti emozioni ancora di più.

Per cena niente pizzeria o ristorante: è un peccato perdere troppo tempo sedute a tavola, ci accontentiamo di un supercalorico quanto super consolante “McDonald’s” che ci vuoi fare? Ogni tanto ci vuole.
Dopo un breve giro di perlustrazione dei banchetti a Castel Sant’Angelo (il posto che mi ha regalato le foto più belle ieri sera) ci rimettiamo in moto alla volta di Trastevere. E’ pazzesco quanto traffico ci sia nelle sere dei week end da queste parti. Abbiamo faticato non poco per trovare parcheggio… dico io CON LO SCOOTER!!! Vabbè, poi ci siamo riuscite.
Ci viene voglia di keebab e rinunciamo all’idea del “Mc”… ma da quelle parti non si trova neanche mezzo “KEBABBARO”… ok non vi può interessar di meno la cronaca della ricerca del cibo che comunque comunico (solo ad onor di notizia per tranquillizzare tutti) abbiamo trovato (no, non il kebab, magari!) e consumato sugli scalini della fontana di Santa Maria Maggiore dove ho dovuto dividere la mia birra con un barbone che sembrava stesse aspettando proprio me. Mi ha detto “me lo offri un goccio di birra?” porgendomi un bicchiere... però! ...Complimenti per l’organizzazione!!!
E’ una bella serata, proprio una bella serata. Camminiamo tranquille per le viette di Trastevere mescolandoci alla gente, chiacchierando e sparando cazzate come dev’essere che sia. Siamo state bene. Poi decidiamo di rientrare verso mezzanotte perché entrambe ci saremmo dovute svegliare presto stamattina.


Tornando a casa ricevo un sms del mio amico nonché vicino di casa che mi dava per dispersa. Ero ormai a poche centinaia di metri da casa mia. Ho visto che c’era la luce e sono passata a salutarlo. Giusto il tempo di fumare una sigaretta e invece, chiacchiera che ti richiacchiera si son fatte le due passate.
È stato lì che ho realizzato che con Cri non si è parlato di uomini. Che figata! E basta con questi tormentoni!!! O meglio: basta parlare di quanto ci fanno tirare il collo, no?!?
Fortuna che volevo andare a letto presto… mi è venuta voglia di cornetti con la crema (brioches per chi mi legge dal nord… ma dimmi tu che ci devo mettere le traduzioni a queste mie pippe mentali… a proposito: ma a nord si usa andare a mangiare i cornetti / brioches caldi di notte?...)… insomma mi vien voglia di cornetto così usciamo. Bob? Un sant’uomo, direi!!! Ordiniamo un cornetto ed un cappuccino ciascuno quando accade che il mio si rovescia. Spiego meglio: il barista inavvertitamente ha urtato la tazza infilandoci dentro un dito e rovesciandola. E cosa ha fatto? Ha cambiato il piattino e ha rabboccato con un po’ di latte e… l’ha lasciato lì!!!
CHE SCHIFO!!! Vabbè poi me lo son fatto rifare… eh si, mi faceva un po’ impressione bere quel latte con dentro la mucillaggine delle sue unghie… ok… sto scivolando nel demenziale.
Sono andata a dormire alle tre con sveglia puntata stamattina alle 8.45 perché dovevo andare al mare con quell’ansioso nonché pestifero amico che mi ritrovo, Nico, che vuol partire presto per non trovare traffico. Dopo un lungo e sofferto patteggiamento sono riuscita a spuntarla per partenza alle 10,15… mamma che fatica!!!!

Dicevo: a nanna alle tre. Stavo per addormentarmi: ero cotta letteralmente quando sento dei rumori strani. Ho una paura fottuta, in questo periodo, dei ladri che ti piombano in casa di notte mentre dormi e considerata l’ora ed il tipo di rumori che sentivo poteva benissimo essere qualcuno che stava tentando di aprire la porta di casa. Cerco di ascoltare meglio… non riuscivo a capire da dove provenisse quel rumore, era come se l’avessi in camera da letto ed era simile ad una sega su del metallo… ovviamente mi sono alzata per controllare che fuori non ci fosse nessuno ed infatti non c’era nessuno ma qual rumore stava ancora lì più forte ed anche più veloce… poi una sorta di mugolio… insomma… per farla breve… il mio vicino di casa, non Bob, ma quello che confina con la mia camera da letto, aveva OSPITI stanotte…e direi anche un bel da fare ;)
OGGI MARE !!!!
FINALMENTE!!!
Saranno tre settimane che non ci andavo, sempre per via del tempo balordo o del lavoro o di entrambe le cose.
Si stava da Dio anche se già alle quattro e mezza tirava un bel vento e faceva freschetto. Daje con sto freddo che pizza… vabbè!
Certo l’estate quest’anno si fa aspettare ed io non vedo l’ora che arrivi per rimanere in spiaggia fino a tardi, aspettare l’ora dell’aperitivo, gustarmi un buon mojito deliziarmi delle note di questa musica new age, sdraiata su un telo bianco steso sulla sabbia aspettando il tramonto.
Chissà… forse a luglio???



Tornando a casa abbiam cantato le canzoni dei Litfiba mentre percorrevamo il solito “percorso alternativo” per evitare il traffico dell’aurelia: una bella strada che porta ad un paese di più o meno 10 km quadrati (inizia e finisce subito, boh), però la strada è bella, tutta nel verde, con i papaveri che costeggiano la carreggiata (fossi riuscita a fotografarne uno).
Ok. Finita la telecronaca del mio – finalmente – soleggiato week end. Corro a fare una doccia perché la “peste” oggi mi ha bombardata di olio spray abbronzante e scivolo come un’anguilla.

EH EH EH EH EH E H EHEH EH




(a volte siamo MOLTO pittoreschi)



P.S. strada facendo abbiamo anche incontrato uno che vendeva i cocomeri

P.S. 2 : dimenticavo: son tre mattine che faccio il saluto al sole…. servirà no? a me sembra di si...
:)))

giovedì 12 giugno 2008

GIOIA

La GIOIA...
E’ un ottimo ristorante cinese vicino dove abitavo prima. Ottimo davvero, ed è anche un bel locale. Buono anche per il take away. Ora, tra l’altro fanno anche giapponese (ma non so se è buono per il giapponese, posso garantire solo il cinese io). Una vera GIOIA, davvero.
La gioia per me è questo, il nome del mio ristorante cinese preferito… … … …

Dovrebbe esserci dell’altro? Si?!

...Ma... parliamo di gioia – gioia? Cioè quel sentimento che provoca una forte emozione? Ah si! Quando ti senti il cuore scoppiare per la… GIOIA, appunto.
Come descriverla? Se la descrivo poi sfugge…
La gioia è quel sentimento che ti riempie il cuore, e, bando al cinismo (abbasso anche io mio stavolta) è bello, è davvero bello quando un’emozione positiva si impossessa di noi, quando ci fa innalzare “almeno tre metri sopra il cielo”, quando sembra che tutto va bene, la vita è bella e il mondo ti sorride. E tutto questo perché c’è gioia nel nostro cuore. Sempre il cuore, c’è sempre lui di mezzo, ma lo sappiamo che il cuore è la nostra vita e che per ciò va trattato bene; quindi è bene curarlo con carezze di gioia. E lui se le prende, se ne nutre, le fa sue. E sta bene. E fa stare bene noi. E’ un circolo vizioso? No, è uno stato di benessere che ci fa gustare la vita, che ci dà lo stimolo per andare avanti, la curiosità di guardare al futuro. Ci fa sembrare più belli agli occhi degli altri e riempie i nostri occhi di una luce particolare. Perché quando c’è gioia nella nostra vita siamo sereni e si vede. Quale sia la fonte non ha importanza, la cosa importante è il risultato che si ottiene. Si può gioire per un tramonto spettacolare, o semplicemente alla vista del cielo di Roma; per un piccolo gesto gentile, ma inaspettato, o per un grande gesto.
Gioia… gioia per cosa? Gioia di cosa? Gioia del cuore. Gioia di vivere. Certo: gioia di vivere. Addirittura Picasso ci ha dipinto un quadro (si proprio lui che ha passato un periodaccio cupo), un bellissimo quadro, perché la gioia è così, l’euforia e la leggiadria del cuore e dell’anima portano a creare belle opere; ed anche noi che non siamo artisti creiamo opere meravigliose in preda a sentimenti gioiosi: noi stessi!
La gioia è il giusto sentimento che scaturisce da un qualsiasi gesto d’amore, sia offerto che ricevuto. Non c’è molto altro da dire, mi ripeto, ma tentare di descrivere una sensazione bella, cercare di darle un significato significa forse sminuirla: nel momento in cui si prova a raccontarla è già andata e perde di valore… allora… buona gioia a tutti! E che soprattutto sia presente nei cuori di ognuno.



IMMAGINE: Picasso "la Gioia di Vivere (1945)


martedì 10 giugno 2008

TAO


Rendi incondizionata la tua felicità,
ricordandoti sempre che
non dipende da nulla di esterno a te.
...
FOTO: Tramonto in Sardegna

venerdì 6 giugno 2008

PENSIERO SULL'AMORE

PUBBLICO QUESTO POST CHE ALTRO NON E' CHE IL "RICICLO" DI UN COMMENTO AD UNO DEI PRIMI POST DI QUESTO BLOG. IL COMMENTO E' STATO FATTO DA ME IN RISPOSTA AD UNA PROVOCAZIONE (PER COME L'HO INTERPRETATA IO).
SICCOME MI PIACEVA NE FACCIO UNA PAGINA, TUTTA PER LUI....




L’amore è qualcosa che va oltre le apparenze, è qualcosa di superiore.
Quando c’è vuol far sapere di esserci e prova ad esprimersi in tutti i modi.
L’amore nutre e vuol nutrirsi.

Ha bisogno di essere nutrito.
L’amore è scambio reciproco e non solo nelle relazioni tra un uomo e una donna.
L’amore è fatto di tanti piccoli gesti che corrono in aiuto di chi ha bisogno.
L’amore è sostegno morale.
L’amore ama con amore.
L’amore vuole mani, occhi ed orecchie per essere toccato, guardato ed ascoltato ed anche per toccare, vedere e sentire.
L’amore quando c’è può stare anche fermo a guardare in silenzio, ma solo quando ha perso le speranze, perché se l’amore sta solo muore.

mercoledì 4 giugno 2008

SESSO IN CATTEDRALE

Leggendo il giornale, ieri, sono stata colpita da una notizia alquanto singolare. Il titolo riportava, testualmente "FANNO SESSO IN CATTEDRALE"
E' successo che un uomo e una donna (31 e 32 anni) sono stati sopresi a far sesso in un confessionale nella Cattedrale di Cesena, durante la Messa delle 7. I protagonisti, due "dark" reduci dalla Notte Bianca che si era svolta nelle ore precedenti a Cesena, si sono giustificati affermando di essere atei e che la Cattedrale era per loro un posto come un altro....
Curiosità: a parte la denuncia che immediatamente è scattata dopo la scoperta di tale fatto, il Vescovo ha disposto una Messa "riparatrice" invitando tutti i fedeli a partecipare al rito "come riparazione al gesto sacrilego"...

Ora... va bene che quando l'ormone scatta non c'è Santo che tenga, ma questi due mi sembra abbiano davvero esagerato!!!

Credo che una forma di rispetto verso qualsiasi forma di istituzione sia d'obbligo... e non per essere bacchetona!!!

lunedì 2 giugno 2008

PER UN AMORE

Pensare a te. Avere sempre questo pensiero fisso nella mente. E’ un’emozione. E’ un dolore. E’ un sorriso. E’ la gioia di un momento. E’ la gioia di ieri. E’ la gioia di sempre. E’ il mio pensiero felice. Tu sei il mio pensiero felice. Pensare a te. Pensarti. Non posso fare altro quando tu non sei con me. Perché tu non puoi essere sempre qui vicino a me. Ti chiamano da lontano e devi andare. Hai un tuo posto laggiù; ma ne hai anche uno qui, qui nel mio cuore. Ed allora penso a te. A noi. A quello che siamo stati; quello che siamo. Penso alla nostra storia che deve sopportare questa distanza, questi distacchi e ravvicinamenti. L’abbiamo voluta così, ma adesso fa male. Mi fa male. Mi fa male separarmi da te. Ogni volta il dispiacere è sempre più forte, ora si è trasformato in dolore. Amore mio, cosa dire? Quando l’amore comincia a far soffrire non è più un pensiero felice. Quando l’amore fa soffrire non è più amore. E poi, però, mi chiedo come potrei rinunciare alla gioia di sapere che ci sei per me. Come potrei affrontare le giornate senza il tuo buongiorno; dormire serena senza aver ricevuto la tua buonanotte; gioire di tutti i momenti in cui ci avviciniamo durante la giornata. Momenti rubati, però. Rubati a cosa, a chi, e perché? Quando un amore fa soffrire non è più niente. Ma mi rendo conto di soffrire dal momento in cui ho capito di amarti. Già. E’ così. E soffro tanto perché tu non sarai mai completamente mio come io non potrò mai essere completamente tua. Questi ostacoli hanno rovinato il nostro amore, perché io non riesco più ad essere felice quando mi abbracci e in quell’abbraccio dove prima mi sentivo al sicuro e protetta, dove percepivo tutto il calore del tuo affetto, ora ci sto male, penso a tante cose ed ho perso la spensieratezza di un tempo quando stringerti forte al cuore significava solo “ti voglio bene” e non “ti voglio bene ma so che anche questa volta te ne andrai”… e lo sai? Sapere che anche tu ami me non mi aiuta. Mi stravolge. Mi lascia attonita, sgomenta. Ho paura. A volte ho davvero paura per come andrà a finire. Non voglio stravolgere la tua vita e forse mai avrei voluto parlare con te in questo modo. Ma tra noi siamo sempre stati sinceri ed io ora ti devo dire che sebbene siamo lontani in realtà ti sento vicinissimo e comunque, malgrado tutto, mi manchi da impazzire e la notte è triste cercare di dormire quando sul cuscino c’è ancora il tuo profumo.

AnnaGi (25.4.07)