martedì 4 marzo 2008

CHATTIAMO?



“seduto a guardare mentre il sole va giù mentre senti qualcosa che non sai neanche tu, i brividi che senti salire sono quelli che ancora non riesci a capire. E rimani così incantato a guardare qualche cosa che poi non potrai ricordare, il ritmo del mondo batte dentro di te mentre ascolti qualcosa che forse non c’è… e sarà un’altra volta per lei”

E sarà un’altra volta per te, una nuova stesura per te, te che chatti e non sai quanti guai, te che chatti e forse non lo saprai mai…

Le rime… mi rovinano le rime…
Ascolto una canzone e mi viene in mente una storia. Un tempo ascoltavo le canzoni e mi veniva in mente la mia storia. Adesso ascolto ed elaboro qualcosa dalla quale trarre spunto.
Strani esseri gli esseri umani.
Stavo facendo, tra me e me, una considerazione sulle chat. Ne è pieno il web. Parlo di quelle per incontrare l’anima gemella (chiamiamola così). Se ci si connette nelle ore di punta si scopre che ci sono migliaia di persone on line alla ricerca dell’acchiappo. Ormai sono diventate il punto di ritrovo di migliaia di persone che si rifugiano in una realtà virtuale aspettandosi chissà cosa. Si, anche a me è capitato di farlo e non nego di aver pensato, in un primo momento, di poter conoscere seriamente una persona.
Con un po’ di esperienza in più oggi posso affermare, con convinzione, che non si tratta di ricerca di anima gemella ma di semplice e puro acchiappo. Mai che ne esca un’amicizia, al limite!
Lo scopo è quello di avere mezzo flirt, magari travolto da una momentanea folle passione e poi arrivederci e grazie.
La chat è la nostra rovina. Non si pensa più di conoscere una persona incontrandola come accadeva un tempo, ad esempio ad una festa, ad una cena, in vacanza. Adesso ci si barrica in casa e si trascorrono ore intere a parlare con perfetti sconosciuti, a volte senza nemmeno sapere che aspetto abbiamo. Triste realtà. La cosa che mi rattrista di più è che ci sono migliaia di giovani che vivono in questo modo. Proprio loro che hanno di sicuro maggiori possibilità di socializzare nel modo tradizionale rimangono serate intere dietro il monitor del pc a chattare.
Se questo è il mondo del futuro mi sento assalire da un vero e profondo senso di sconforto.
Mi domando: ma non è più salutare fare una bella passeggiata a Trastevere e magari incontrare così, per caso, una ragazza e desiderare fortemente di conoscerla? Cos’è che fa si che non ci si butti più in certe avventure, ma si preferisce conoscersi pian piano tramite una chat?
La sicurezza di quel senso di protezione che ti da il monitor. Il fatto che ci si lascia andare di più ad una maggiore apertura della propria anima, dei propri sentimenti. Ma tutto questo io lo trovo un po’ preoccupante, lo vivo come un rifugio personale dalla realtà. E mi preoccupa di più il fatto che siano molti giovani a vivere in questa maniera. Giovani soli che si rifugiano dietro la protezione dell’anonimato per trascorrere ore ed ore in compagnia, illudendosi, forse, di poter vivere qualcosa di speciale. Ma cosa accadrebbe se la protezione dell’anonimato venisse a mancare? Cosa accade quando ci si conosce di persona e crollano tutti i monitor, gli schermi e tutto il contorno affascinante della chat???

7 commenti:

  1. grillo parlante4 marzo 2008 19:30

    ...purtroppo, nella maggior parte dei casi, non accade mai nulla...o cmq, quasi nulla (che è molto vicino al nulla...)Forse è solo un gioco e come tale va vissuto. Come tutti giochi quando sono nuovi attraggono...dopo un pò...quando lo hai capito bene...perde pure di fascino e spesse volte lo si ripete solo per noia...L'importante è non diventarci schiavo, perchè può accadere anche questo, diventa quasi una malattia, una malsana abitudine, e come tutte le dipendenze poi diventa deleterio!...

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  2. Dici bene: l'importante è non diventarne schiavi perchè le amicizie virtuali sembrano risollevare almeno un pò il morale, e possono far dimenticare almeno per poche ore, quei problemi che la vita giornaliera presenta. Ma la vita reale sta sempre li. Si può pensare di trascorrere una serata in compagnia virtuale permettendo ad estranei di entrare nel nostro mondo tenendo sempre e comunque presente che le emozioni vere sono quelle provocate da situazioni reali. Tutto quello che si prova in una conoscenza di chat è sicuramente alterato... almeno a mio avviso

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  3. Hai ragione è una triste realtà e spero che i monitor crollino, perchè si ritornerebbe a sentire il suono della voce, a quardare negli'occhi le persone, a guardare la gestualità del corpo e non ad immaginare la persona al di là del monitor.

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  4. era tanto bello il periodo delle telefona te a casa, delle citofonate e dei ritrovi, quali il luna park o le vasche a via del corso...
    meno male che me le sono vissute

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  5. ps: il massimiliano sono io...ovvero massi1973

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  6. io a 20 anni a casa non ci stavo mai, per rintracciarmi i miei si rivolgevano spesso a "chi l'ha visto", sarà che non c'era tutta la tecnlogia di oggi, ma la sera la trascorrevo al telefono con le mie amiche o col fidanzato.
    Non nego di chattare anche io, su msn poi colgo l'occasione di salutare i soliti amici, poi adesso col blog... sembrerebbe un discorso contraddittorio il mio... ma non so fino a che punto.
    IL TROPPO STORPIA!!! in qualsiasi situazione

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  7. Non penso che ne fai un uso snodato. Penso che rinunceresti ben volentieri a chattare o a bloggare se ti proponessero alternative, cosa che non fanno i giovani. Ne ho la riprova con le mie figlie che preferiscono mille volte "fondersi" con il computer che magari uscire a fare una passeggiata o leggere un libro o acoltare musica.

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