venerdì 12 dicembre 2008

ROMA come VENEZIA?

AGGIORNAMENTI:
questi sono alcuni scatti di oggi, 13 dic. nel
primo pomeriggio

qui di lato il primo bastione di Ponte Milvio
dove solitamente ci passa una passeggiata e sull'altra sponda c'è la pista ciclabile (completamente sommersa)



questo è il Tevere nei pressi di Via Salaria, un po' prima dell'aeroporto dell'Urbe

ancora una visione di ponte milvio (anche detto Ponte Mollo...)

Roma, 13 dicembre 2008 (e nel frattempo ha ricominciato a piovere)




Vorrei provare a descrivere la mia città oggi, come l'ho vista alle 15,00 all'uscita dall'ufficio.


Il cielo era di un color grigio scuro come se fosse già quasi sera, i colori dei palazzi, delle strade, degli alberi era strano, lo definirei color pioggia. O per meglio dire: color pioggia all'imbrunire con infusioni di tristezza qua e la. Anzi no, non di tristezza... era un'atmosfera strana che non saprei descrivere, come se tutto fosse fermo eppure non c'era nulla di fermo nè di calmo.

Color pioggia...
Ed in effetti piove. Sta piovendo ancora. Piove da... da ormai due giorni, senza tregua, magari rallenta per qualche ora in quella stupida pioggerellina, ma sempre di pioggia si tratta.
Morale della favola: il Biondo Tevere ha raggiunto livelli di piena mai visti ed è stato proclamato, per la città, lo stato di calamità naturale.
Diamine!

Una delle zone più a rischio è quella di Ponte Milvio, dove, in realtà, non si prevede una vera e propria esondazione del fiume ma dei rigurgiti dalle fogne. Si attende una fuoriuscita dell'acqua dai tombini con un lento e graduale innalzamento del livello sulla sede stradale.

Insomma, forse è pure peggio...
Sono passata proprio lì per tornare a casa e non saprei descrivere lo scenario. La cosa che mi ha immediatamente colpito è che - percorrendo lungotevere, in una situazione normale - il fiume non lo si vede, si sa che è lì, ma non si vede o forse lo si intravede; oggi, invece, sembrava una strada che scorreva accanto a quella che io stavo percorrendo. Arrivata all'altezza del ponte ho trovato davanti a me uno schieramento di Forze dell'Ordine, Protezione Civile, Croce Rossa, grossi mucchi di sacchi con dentro... forse sabbia... non saprei. Il ponte transennato e l'acqua marrone che si vedeva dalla strada.

Certo oggi - nonostante l'allarme - è andata meglio di ieri nel senso che ieri ho percorso più km nell'acqua che sull'asfalto, tant'è che più di una volta non sono riuscita a capire quanto profonda fosse la pozzanghera e mi ci sono avventurata lo stesso (oggi almeno non c'erano allagamenti vari, almeno non sul mio cammino), però in altre zone so che hanno dovuto chiudere al traffico la strada.

Avrei voluto documentare con delle foto ma in quel posto era impossibile fermarsi e

parcheggiare. Ho fatto un solo ed unico scatto da Ponte Duca d'Aosta, ma...

L'allerta era anche per la zona di Prima Porta, alias vicino casa mia... morale della favola, per evitare di rimanere bloccata in casa per chissà quanto tempo, (visto che dicevano che avrebbero chiuso le strade al traffico) mi sono trincerata a casa di mia madre che sta bella in alto e fuori da ogni rischio di inondazione e sono anche riuscita a fare un micro giro di shopping natalizio nel pomeriggio, senza dovermi recare in centro.
Avrei voluto fare un salto sulla Tiburtina in un concessionario d'auto, ma so che la tiburtina era chiusa per un allagamento... insomma, 'na catastrofe.
Nel frattempo la situazione sembra esser migliorata, la piena prevista per le 18 è slittata alle 20 poi alle 24... insomma, è una piena, quindi è donna pure lei, quindi si farà aspettare a lungo e forse... neanche verrà!!!

Battute sceme a parte, incrociamo le dita e speriamo in meglio!!!


e nel frattempo continua ad esserci questra strana atmosfera "ovattata", il GRA è senza luce e...



mercoledì 10 dicembre 2008

PENSIERI NOTTURNI

Pensieri notturni
che vagano,
perdendosi
tra immagini e ricordi.

Pupille dilatate
a guardare oltre il buio della notte
confondendosi
tra desideri e rimpianti
nell’ardua ricerca di un qualcosa
che è sempre assente.

Pensieri notturni
che frugano nel buio
un raggio di luce
che faccia brillare di nuovo
la stella
che è in me


domenica 7 dicembre 2008

Q.P.G.A.





non posso non condividere il commento finale dell'autore di questo video



Eccomi di ritorno dal secondo concerto in una settimana. Penserete che sono pazza da legare, ma vi assicuro che per me è più o meno normale. Si, insomma, considerato che l'ultimo l'avevo saltato e che questo qui era un evento troppo particolare, ho acquistato il mio solito biglietto con le mie amiche ed un secondo per portarci mia madre che è da 27 anni circa che sente girare nell'aria certe note ed è una vita che mi chiede "ma perchè non mi porti ad un concerto?" E così stasera siamo andate. Emozionata? No! Di più!!! Entusiasta: si, forse è il termine più giusto. Concerto diverso dai soliti già visti (parlo sempre di lui, naturalmente). Questo qui è stata la narrazione di una storia d'amore, di un amore, anzi di un Piccolo Grande Amore e... mi son sentita tornare indietro di 20 anni, mi son passate davanti agli occhi tante e tante situazioni, ho rivissuto emozioni, ricordato patimenti, rievocato avventure pazze di quando volevo conoscerlo a tutti i costi e da buona fan che si rispetti ho trascorso quasi tutti i pomeriggi di un inverno intero a far le poste sotto casa sua nell'attesa che lui uscisse.
beh! questo è quanto e fare il bis stasera è stato davvero molto bello, più bello di mercoledì scorso. Sarà che sapevo già come sarebbe stato, o sarà che ero cuore a cuore con il mio Piccolo Grande (Unico Vero Sincero e Totale) Amore, ma su questo non voglio dilungarmi.


buona Notte di Note a tutti Voi ed ai Vostri Amori, piccoli o grandi che siano

venerdì 5 dicembre 2008

SADAE

Si chiama SADAE
Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall'Età
Si manifesta così:
Mentre mi avvio al garage vedo che c'è posta sul mobiletto dell'entrata
Decido> di controllare prima la posta
Lascio le chiavi della macchina sul mobiletto per buttare le buste vuote e
la pubblicità nella spazzatura e mi rendo conto che il secchio è strapieno.
Visto che fra la posta ho trovato una fattura decido di approfittare
del fatto che esco a buttare la spazzatura per andare fino in banca
(che sta dietro l'angolo) per pagare la fattura con un assegno.
Prendo dalla tasca il porta assegni e vedo che non ho assegni,
Vado su in camera a prendere l'altro libretto, e sul comodino trovo una
lattina di coca cola che stavo bevendo poco prima e che avevo dimenticata lì.
La sposto per cercare il libretto degli assegni e sento che è calda...allora decido di
portarla in frigo.
Mentre esco dalla camera vedo sul comò i fiori che mi ha regalato
mio figlio e che devo mettere in acqua,
Poso la coca cola sul comò e lì trovo gli occhiali da vista che è tutta
la mattina che cerco
Decido di portali nello studio e poi metterò i fiori nell'acqua,
Mentre vado in cucina a cercare un vaso e portare gli occhiali sulla
scrivania, con la coda dell'occhio vedo un telecomando,
Qualcuno deve averlo dimenticato lì (ricordo che ieri sera siamo
diventati pazzi cercandolo)
Decido di portarlo in sala (al posto suo!!),
appoggio gli occhiali sul frigo, non trovo nulla per i fiori,
prendo un bicchiere alto e lo riempio di acqua...
(intanto li metto qui dentro....)
Torno in camera con il bicchiere in
mano, poso il telecomando sul comò e metto i fiori nel recipiente,
che non è adatto naturalmente.. e mi cade un bel pò di acqua...
(mannaggia!),
riprendo il telecomando in mano e vado in cucina a prendere uno straccio
Lascio il telecomando sul tavolo della cucina ed esco ...c
erco di ricordarmi che dovevo fare con lo straccio che ho in mano
CONCLUSIONE:
Sono trascorse due ore
- non ho lavato la macchina
- non ho pagato la fattura
- il secchio della spazzatura è ancora pieno
- c'è una lattina di coca cola calda sul comò
- non ho messo i fiori in un vaso decente
- nel porta assegni non c'è un assegno
- non trovo più il telecomando della televisione né i miei occhiali
- c'è una macchiaccia sul parquet in camera da letto e non ho idea di dove siano le chiavi della macchina!!
Mi fermo a pensare:
Come può essere?
Non ho fatto nulla tutta la mattina, ma non ho avuto un momento di respiro...mah!!

lunedì 1 dicembre 2008

IL MIO GIARDINO

Mi sono girata un’ultima volta. Gli occhi umidi di lacrime. Il cuore non so più se stava battendo forte o se si era fermato, paralizzato dal dolore. O solo dalla tristezza. Guardavo quel giardino e sapevo che quella sarebbe stata l’ultima volta. Si, proprio l’ultima volta. Si stava chiudendo una parentesi importante ed un’altra, davanti a me, era pronta ad aprirsi. Ma io continuavo a guardare indietro, quel giardino che diceva tutto di me. Non lo avrei sentito più mio. Mi sarei sentita un’estranea da domani in poi, tornandoci. Forse sarei stata un’ospite, chissà se gradito o no? Ma già in quel momento lo vedevo con occhi diversi, tutto stava cambiando. È impressionante come cambiano velocemente le cose. Quel giardino aveva rappresentato tutto per me. La mia infanzia, i miei giochi, la prima bicicletta, i fiori, gli alberi di susine ed un custode che ci concedeva di innaffiare le aiuole nei caldi pomeriggi estivi. In quel giardino c’era tutta la mia vita passata ed ora lo stavo lasciando, per tutta la mia vita futura. Ero triste. In quell’ultimo sguardo ho rivisto tutti i miei anni scorrere davanti agli occhi come tante diapositive, un flash impressionante, una fitta alla bocca dello stomaco. Non volevo andarmene. Non volevo affrontare nessun’altra novità. Volevo rimanere nel mio giardino. Io ci stavo bene lì e mi domandavo perché mai mi stavano portando via? Perché mai, adesso, in quell’ultimo sguardo, la mia breve vita si stava mostrando a me in veste completamente nuova? Cosa rappresentava per me quel giardino? Cosa c’era in quel giardino? Temevo la novità. Avevo paura di non trovarmi bene in una nuova realtà. Avevo semplicemente paura di crescere!

sabato 29 novembre 2008

BUON FINE SETTIMANA

per giocare un po' e per riderci su, guardate che ho scovato?

http://www.makemesuper.com/r.php?i=2_aeebd-141634-f-anna


Così, visto che in questi gg non ho molto tempo per dedicarmi con sufficiente attenzione al blog, posto questo "coso" strano e lo dedico a tutti quelli che hanno voglia di "tirarsi su il morale"... a me ha divertito un bel po' farlo.... eh eh eh !!!
provateci anche voi!!!

Buon fine settimana

lunedì 24 novembre 2008

CAMBIARE

IL CORAGGIO DI CAMBIARE

Capita spesso di sentirsi insoddisfatti e lamentarsi per come vanno le cose, ovvero lamentarsi perché il mondo a volte non gira come vorremmo che girasse. A volte ci sentiamo prigionieri di situazioni che ci siamo creati da soli e che poi ci vanno strette e nonostante tutto non facciamo niente per cambiarle. Non muoviamo un dito per capovolgere e ribaltare tali situazioni. Continuando a lamentarci, oppure a provare un senso fastidioso di inquietudine, ci trasciniamo “andando avanti”, lasciandoci, così, vivere dagli eventi piuttosto che vivere gli eventi senza accorgerci che tutto dipende da noi, che siamo noi che ci costruiamo il nostro futuro e quello che saremo domani. Abbiamo paura di cambiare. È più semplice rimanere ancorati a vecchi stereotipi che, essendoci noti ci danno sicurezza, piuttosto che ribaltare la situazione ed andare incontro a qualcosa di nuovo, sconosciuto, ignoto. Lasciare il certo per l’incerto fa paura, è vero, ma è anche vero che non si può rimanere legati alle situazioni solo per abitudine. Certo. Il nodo della questione sta proprio qui. Ci si lascia cullare dall’abitudine. “Ormai è così e resto calato in questo ruolo, mi lascio vivere, senza accorgermi che la vita passa, va avanti ed io sto perdendo molti treni”. Avere il coraggio di cambiare. Sì, il CORAGGIO. Si tratta di coraggio perché i cambiamenti spaventano a volte. C’è chi è più “temerario” e si butta a pesce nelle situazioni, nelle novità e chi, invece, è meno impulsivo e si crogiola nell’abitudine, magari augurandosi che prima o poi la situazione cambierà.
Ma le situazioni non cambiano! Siamo noi che cambiamo. Questo è un punto fondamentale che quasi sempre – però – non teniamo in considerazione. Se qualcosa cambia o è cambiata è perché NOI siamo cambiati e stiamo cambiando. Ed il nostro cambiamento interiore fa sì che poi vediamo le cose da un’ottica diversa dalla solita. E ci sembra tutto differente da com’era prima. Eppure, a volte capita che pur essendo cambiati noi, pur guardando in faccia la realtà, pur capendo che qualcosa non è più come prima, continuiamo a restare ancorati a quel qualcosa, vai a sapere il perché. Forse proprio perché il cambiamento vero richiede tanto, ma tanto coraggio e c’è bisogno di tempo per fare andare d’accordo emotività e razionalità. Il cambiamento vero, e qui mi riferisco a quello personale, quello che avviene dentro di noi, provoca dolore, sofferenza. Certo, perché accettare una parte di noi che ignoravamo che esistesse, imparare a conoscerla e a conviverci, staccarci da quella nostra “parte malata” ma tanto cara perché è con noi da tutta la vita (l’abitudine) comporta fatica, stress emotivo e sofferenza. Ma poi, il risultato, come al solito, dovrebbe essere una rinascita personale che porta – si spera – a vivere con maggiore consapevolezza le scelte che si faranno da lì in avanti.
Quindi il cambiamento è un cambiamento personale, intimo. Una volta avvenuto questo cambiamento le situazioni dovrebbero apparire ai nostri occhi sotto un’altra veste e forse in quel momento siamo davvero in grado di comprendere cosa è meglio per noi, ora che abbiamo imparato a conoscerci nel profondo, ora che si presume abbiamo raggiunto un giusto grado di equilibrio. E allora il CORAGGIO di CAMBIARE non si riferisce alle azioni che compiamo (cambio lavoro, cambio casa, lascio il mio fidanzato) ma riguarda una sfera molto ma molto più profonda: la nostra anima. Allora capisco perché per molti è difficile. Ora capisco che mettersi in discussione fa paura. Si. Fa paura e bisogna essere davvero pronti per affrontare un viaggio così tanto coraggioso!