lunedì 10 marzo 2008

MI ANNOIO

Francesco TOTTI nel confessionale del Grande Fratello... mah! Ah già, siccome lui è LIBERO...
Che pizza stasera mi annoio. Ho la TV sintonizzata su Canale 5, ma mi concilia davvero il sonno 'sta rottura. Volevo postare qualcosa di decente e invece sto imbrattando questo spazio con noiose lamentele.
Che noia che barba che barba che noia.
Ammazza quanto me piace fa la lagnosa!!!
Mi mancano gli smile in questo posto, devo riuscire ad inserirli, così mi sbizzarrisco con i pupazzi, magari mi divertono più di questo G.F.
Beati i tempi di Taricone e Cristina la bagnina (che fa anche rima)
Allora, per scaramanzia non ho voluto guardare le previsioni del tempo così mi auguro che domani ci sarà il sole. Mi sento un po' una lumaca, come metto il naso fuori di casa piove.
Ops... la lumaca non c'entra niente, quella esce fuori dopo la pioggia. Allora sono una rospa (femminile del rospo, nel senso di mostro brutto) o forse un'erede di Fantozzi.
Che barba che noia che noia che barba.
Vabbè, ci risiamo. Embè... capita periodicamente di rompere e di rompersi... capita, ecco.
Allora concludo con una cosa seria:
concludo con i SALUTI!
Un caro salutone e un bascione (con la "C" strascicata alla jessica di "che 'hai in mente Ivà?" - questa me sa che l'ho capita solo io) a tutti quanti.
State tranquilli, domani sarà tutto passato. E' martedì e al limite posterò una lunga serie di spoloqui e turpiloqui di quelli che vengono "de core"... perchè a me il martedì "me rode" a prescindere!

P.S. vi prego, lo so che io non lo sono stata, ma invoco la vostra clemenza nei commenti...
:)
;)

sabato 8 marzo 2008

8 MARZO

8 marzo: festa della donna.
Solo 4 giorni fa è scomparsa TINA LAGOSTENA BASSI: uno dei più agguerriti avvocati per la difesa dei diritti delle donne. Fu socia fondatrice del Telefono Rosa nonché, tra le altre, presidente della Commissione Nazionale parità e pari opportunità uomo-donna presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri negli anni ’90.
Il suo nome è legato al “massacro del Circeo” (1975) per la difesa di una delle povere malcapitate descrivendo minuziosamente quello che le vittime furono costrette a subire da A. Izzo e dai suoi complici in quella villa (usando, peraltro, nell'aula di un Tribunale, un gergo che destò molto scalpore per quegli anni).
Tina Lagostena Bassi ha combattuto una vita per difendere i diritti delle donne.

Non volevo “postare” nulla, oggi, in occasione della Festa della Donna, perché, al giorno d’oggi tutto si è ridotto in una semplicistica uscita tra amiche che invadono ristoranti e locali per una sera, forse solo per sfruttare l’occasione di uscire di casa una sera come se fosse l’unica occasione, oggi, per farlo.
Ma questa ricorrenza ha un significato molto più profondo ed importante: la conquista sociale, politica ed economica della donna e l’evento dei giorni scorsi mi ha fatto sentire doveroso spendere due parole per rivolgere un saluto particola, l’ultimo, ad una donna il cui impegno ha contribuito a queste conquiste.
A Lei il nostro ringraziamento e la nostra preghiera.



giovedì 6 marzo 2008

LA RINUNCIA

Bisogna saper rinunciare a volte. E non intendo dire, con questo, che rinunciando ci arrendiamo ad una realtà diversa, intendo dire che probabilmente rinunciare significa lasciar andare qualcosa che non è essenziale, per poter dedicare tutte le nostre forze all’amore per noi stessi.
Dedicare tempo ed energie ad un amore da coltivare e che spesso dimentichiamo di curare, ovvero il nostro. Se vogliamo ottenere ciò che è veramente e realizzare qualcosa, allora dobbiamo saper rinunciare. Non è questione di fare qualcosa solo perché è bene fare così.
Rinunciare a volte è un atto d’amore, sia verso se stessi che verso il prossimo. Potrebbe sembrare una perdita, ma in realtà è un arricchimento. Il nostro “ io “ ne uscirebbe arricchito. Certo si tratta di un atto doloroso e sgradevole e a volte ci si potrebbe chiedere perché farlo? Ma il cuore dovrebbe venire in nostro aiuto e ricordarci che ci sarà qualcosa da ottenere in prospettiva. Se la rinuncia è allontanarsi da qualcosa che non è indispensabile nella nostra vita la contropartita dovrebbe essere il benessere che deriva dal distacco da questa cosa che non ci serve e dedicarsi alla nostra anima proiettandoci verso noi stessi per curare e mettere in ordine ciò che quell’esperienza ci ha insegnato. Un po’ di introspezione a volte non guasta, fermarsi e guardare dentro di se, esplorare quello che il cuore ci vuol comunicare, capire come e quanto sta soffrendo e perché; fermarsi, concentrarsi, trovare la giusta calma per studiare noi stessi a fondo ed essere pronti ad accettare tutto quello che ne uscirà da questa ricerca profonda. Rinunciare a qualcosa o a qualcuno non sempre è segno di perdita. A volte è la possibilità di capire cosa ci accade in profondità, capire se ci sono errori, metabolizzarli ed affrontarli, perché solo affrontandoli si potrà, poi, riuscire a cambiarli e a risolverli. Non si tratta di egoismo, si tratta solo della necessità di conoscere meglio noi stessi e di imparare dagli eventuali errori per evitare di commetterne altri in futuro. È questione di saggezza.


Come dice il Buddha nel Dhammapada, è la saggezza che ci spinge ad abbandonare una felicità inferiore per avere quella superiore. Perciò se il cuore aspira a un giusto benessere, non a spese di altri o a spese del pianeta, ma un benessere che sorge in quel cuore che vive in armonia con le cose così come sono, allora è giusto che abbandoniamo alcune piccole esperienze di benessere, di felicità.
Forse abbiamo abbastanza saggezza da permetterci questi gesti di rinuncia, ma quando la rinuncia comincia a produrre il suo effetto e iniziamo a vedere noi stessi sia dal lato positivo che negativo, forse allora potremmo cominciare a dubitare.



martedì 4 marzo 2008

CHATTIAMO?



“seduto a guardare mentre il sole va giù mentre senti qualcosa che non sai neanche tu, i brividi che senti salire sono quelli che ancora non riesci a capire. E rimani così incantato a guardare qualche cosa che poi non potrai ricordare, il ritmo del mondo batte dentro di te mentre ascolti qualcosa che forse non c’è… e sarà un’altra volta per lei”

E sarà un’altra volta per te, una nuova stesura per te, te che chatti e non sai quanti guai, te che chatti e forse non lo saprai mai…

Le rime… mi rovinano le rime…
Ascolto una canzone e mi viene in mente una storia. Un tempo ascoltavo le canzoni e mi veniva in mente la mia storia. Adesso ascolto ed elaboro qualcosa dalla quale trarre spunto.
Strani esseri gli esseri umani.
Stavo facendo, tra me e me, una considerazione sulle chat. Ne è pieno il web. Parlo di quelle per incontrare l’anima gemella (chiamiamola così). Se ci si connette nelle ore di punta si scopre che ci sono migliaia di persone on line alla ricerca dell’acchiappo. Ormai sono diventate il punto di ritrovo di migliaia di persone che si rifugiano in una realtà virtuale aspettandosi chissà cosa. Si, anche a me è capitato di farlo e non nego di aver pensato, in un primo momento, di poter conoscere seriamente una persona.
Con un po’ di esperienza in più oggi posso affermare, con convinzione, che non si tratta di ricerca di anima gemella ma di semplice e puro acchiappo. Mai che ne esca un’amicizia, al limite!
Lo scopo è quello di avere mezzo flirt, magari travolto da una momentanea folle passione e poi arrivederci e grazie.
La chat è la nostra rovina. Non si pensa più di conoscere una persona incontrandola come accadeva un tempo, ad esempio ad una festa, ad una cena, in vacanza. Adesso ci si barrica in casa e si trascorrono ore intere a parlare con perfetti sconosciuti, a volte senza nemmeno sapere che aspetto abbiamo. Triste realtà. La cosa che mi rattrista di più è che ci sono migliaia di giovani che vivono in questo modo. Proprio loro che hanno di sicuro maggiori possibilità di socializzare nel modo tradizionale rimangono serate intere dietro il monitor del pc a chattare.
Se questo è il mondo del futuro mi sento assalire da un vero e profondo senso di sconforto.
Mi domando: ma non è più salutare fare una bella passeggiata a Trastevere e magari incontrare così, per caso, una ragazza e desiderare fortemente di conoscerla? Cos’è che fa si che non ci si butti più in certe avventure, ma si preferisce conoscersi pian piano tramite una chat?
La sicurezza di quel senso di protezione che ti da il monitor. Il fatto che ci si lascia andare di più ad una maggiore apertura della propria anima, dei propri sentimenti. Ma tutto questo io lo trovo un po’ preoccupante, lo vivo come un rifugio personale dalla realtà. E mi preoccupa di più il fatto che siano molti giovani a vivere in questa maniera. Giovani soli che si rifugiano dietro la protezione dell’anonimato per trascorrere ore ed ore in compagnia, illudendosi, forse, di poter vivere qualcosa di speciale. Ma cosa accadrebbe se la protezione dell’anonimato venisse a mancare? Cosa accade quando ci si conosce di persona e crollano tutti i monitor, gli schermi e tutto il contorno affascinante della chat???

lunedì 3 marzo 2008

OGGI

Ed eccolo qui, domani è arrivato oggi ed è anche quasi finito.
Direi che è andata.
La mia preoccupazione non c’è più. Stamattina l’ho affrontata ed ora per un po’ resto a casa a subirne le conseguenze. Oh! Niente di spaventosamente preoccupante, non più adesso.
Soltanto un piccolo intervento di chirurgia ambulatoriale che ovviamente la sera prima, ieri, mi aveva provocato un po’ di agitazione.

Solo che continuo il mio sogno, magari adesso mi piacerebbe stare a bagno in quel mare cristallino…

Ok… aspetterò l’estate… siiii…. Va bene… !!!

domenica 2 marzo 2008

PENSIERI SERALI

Stasera mi sento strana. Non saprei descrivere cosa provo, ma mi sento strana.
Vorrei che fosse già estate e magari mi piacerebbe stare fuori, in giardino, come sono solita fare in estate: vado a fumare fuori piuttosto che affumicare la casa e su quella panchina mi gusto un’atmosfera che mi rilassa. Tra aprile e maggio lo scorso anno c’erano le lucciole, non le vedevo da anni. Forse era tra maggio e giugno, ma poco importa. Immaginate che spettacolo: le lucciole tra le siepi ed un cielo stellato sopra la testa e talvolta la luna piena.
Ecco, stasera vorrei che fosse così. Io ed il silenzio della notte, circondata dalla natura più pura…
E invece mi devo accontentare di digitare da qui, da dentro casa, con la TV che mi fa compagnia ed i miei pensieri sempre più confusi e spaventati.
Ho una strana sensazione. Ce l’ho avuta anche mentre rincasavo, forse è un po’ di preoccupazione per il domani, forse è solo uno stato d’animo, chissà, forse è per colpa di qualche sogno strano che fatto nelle notti precedenti. Uno di questi prevedeva la … oddio già scriverlo mi terrorizza… beh si… prevedeva la… fine…già… si,si, proprio quella fine… ma sono solo sogni. Credo di aver bisogno di rilassarmi, fortuna che ho trascorso una piacevole giornata, oggi, ma questo peso nell’anima mi sta dando davvero fastidio. È come quando si sente in lontananza l’arrivo di un temporale, come se stesse per scatenarsi una tempesta… che palle!!!!
Così per rilassarmi sogno ad occhi aperti. Sogno di camminare sulla sabbia, sul bagnasciuga davanti ad un mare cristallino e con il sole che mi riscalda. Spiaggia semi deserta, bianca, fine e morbida, qualche palma…ora del tramonto. Magari resto in spiaggia, aspetto che arrivi la notte e quella leggera brezza che mi rinfresca un po’ dalla calura di un giorno di sole. Mi sdraio su un lettino e guardo il cielo, le mille stelle che lo popolano, si vede la via lattea perfettamente, le orse e qualche altra costellazione che non conosco. È bellissimo e si sta benissimo. E poi mi addormento e domani sarà il risveglio più affascinante che io abbia mai vissuto!
L’abbaiare di un cane, in lontananza, mi riporta alla realtà. Sono scomoda su questa sedia davanti a questo pc, ma fortunatamente è iniziato “Montalbano” in TV, speriamo mi aiuti a distrarmi, poi andrò a nanna e… domattina sarà il solito risveglio, forse non indugerò molto nel letto, forse mi alzerò al primo trillo della sveglia…domani… già… domani…

sabato 1 marzo 2008

proverbio indiano

È più facile proteggersi i piedi
con i sandali che ricoprire
di tappeti tutta la terra.